Il dolore
Movida, prime ipotesi per il decentramento
L’assessore alle politiche giovanili: "Più iniziative culturali sul litorale pisano, ma anche occasioni di intrattenimento al Cus e all’Sms". Il caso stazione
PISA. La lotta agli eccessi della movida in quattro punti. L’assessore Andrea Ferrante ha le deleghe al commercio, alla cultura e alla partecipazione giovanile. «Tre settori che si legano tra loro anche più di quello che potrebbe sembrare», dice. E proprio sulla movida è grazie all’effetto combinato di questi aspetti che, secondo l’assessore, si potranno ottenere risultati.
Aspetto culturale. Su tutto c’è una premessa, «perché si tratta - specifica l’assessore - di un fenomeno da affrontare alle radici». Per questo l’aspetto culturale viene prima di altri. Ferrante è stato coinvolto nei giorni scorsi in qualche polemica dopo che aveva dichiarato: «Il problema del degrado post-movida non può essere risolto con cassonetti o bagni chimici, dobbiamo pensare anche al decoro della città». Gli aveva replicato il prefetto Attilio Visconti: «Non è giustificabile un ente locale che di fronte ad un fenomeno come la movida non fornisce quelle che sono le esigenze primarie: cestini e bagni». L’assessore torna sul punto: «Guardate che in piazza dei Cavalieri, per esempio, i cassonetti ci sono e sono anche vicini. Il nodo non è tanto l’esistenza dei cestini o bidoni quanto la volontà di usarli, il nodo è fino a quando si può tollerare comportamenti poco maturi o accettare il degrado. Chiedo anche ai giovani di porsi delle domande, di riflettere». Oggi l’assessore avrà un incontro con gruppi studenteschi per discutere di azioni ed iniziative.
Quattro punti. Nei quattro punti che Ferrante propone c’è anche l’utilizzo di cassonetti mobili nelle zone più calde della movida. Ma non è l’unico: l’elenco comprende anche «la lotta all’abusivismo, un po’ di iniziative culturali e il decentramento», ovvero l’individuazione di aree fuori dal centro storico dove i giovani possano esercitare il loro diritto al divertimento senza andare contro il diritto al riposo dei residenti. L’assessore aggiunge: «Un ulteriore fronte di impegno dovrà essere una pianificazione più puntuale per l’impiego di spazi e piazze in città».
Decentramento. Negli spazi decentrati «devono essere create occasioni di fruizione», dice Ferrante. Ma quali spazi? L’assessore fa un primo elenco delle possibili soluzioni. La prima chiama in causa il litorale, «da considerare non come centro separato da Pisa, ma realmente come un quartiere» nel quale, in particolare, «organizzare più occasioni musicali e concerti». In città invece la lista comprende «lo spazio del Cus a Porta a Lucca che cresce e crescerà ancora» e gli spazi del centro Sms alle Piagge «dotati di una gradinata per gli spettatori». Discorso a parte per la zona della stazione, «da riconquistare - dice l’assessore - attraverso un programma di attività di teatro di strada».
Il questore. «La movida è un fenomeno che non può essere negato, né soppresso, ma gestito in modo da renderlo meno invasivo possibile. L’importante è saperlo gestire insieme agli studenti con i quali auspico una sinergia». Lo ha detto il neo questore Alberto Francini nel giorno del suo insediamento. «Vogliamo parlare anche se serve che qualcuno ci ascolti», ha aggiunto il questore.
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