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Il nuovo questore: cittadini, indignatevi e fate denunce

Pietro Barghigiani
Il nuovo questore, Alberto Francini
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Il nuovo questore, Alberto Francini

Il saluto-appello nel primo giorno di lavoro: fondamentale il contributo della gente nella prevenzione senza sostituirsi alla polizia

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PISA. «Noi ci saremo sempre, ma la gestione della sicurezza ormai richiede anche la collaborazione dei cittadini che, sia chiaro, non devono sostituirsi alla polizia. Da loro può arrivare una preziosa vigilanza visiva e comunicativa». Alberto Francini, 57 anni, da 32 in polizia, napoletano, ieri si è insediato sulla poltrona di questore. Arriva da Lecco dove era stato promosso al primo incarico da questore dopo anni in prima linea nei commissariati napoletani e per 20 anni come responsabile dell’ordine pubblico allo stadio San Paolo.

Le periferie. «Ci tengo a sottolinearlo: sono il questore di tutta la provincia, non solo di Pisa e per me non c’è solo Piazza dei Miracoli, ma anche e soprattutto le periferie e le zone degradate» ha esordio il primo inquilino del palazzo di via Lalli. La ricetta del nuovo questore prevede una conferma sulle attività tradizionali di repressione e prevenzione per assicurare la sicurezza reale e quella percepita. Il contributo in più, vero valore aggiunto, dovrà però arrivare dai cittadini.

Polizia di prossimità. Il concetto su cui Francini ha dichiarato di volersi impegnare è quello della sinergia tra questura e popolazione e associazioni. «Il contributo attivo è necessario – ha spiegato – per uno scambio informativo capace di consentire un rapido intervento. I cittadini non devono improvvisarsi poliziotti, ma vigilando con oculatezza possono essere un riferimento per gli investigatori con cui stare in contatto. È quella che si chiama polizia di prossimità». Lo spaccio e la presenza sempre più massiccia di immigrati, che alla stazione e a Migliarino, gestiscono lo smercio di droga, sono altri due fronti per il nuovo questore insieme al fenomeno della prostituzione sull’Aurelia.

«Cittadini, indignatevi e denunciate». Sa bene il questore quanto sia diffuso il senso di impotenza tra le forze dell’ordine e la frustrazione di chi impiega ore ed energie per arrivare a un arresto per poi vedere il ladro o lo spacciatore di nuovo libero il giorno dopo. «Ai cittadini dico: denunciate. Non siate remissivi. Gli arrestati poi vengono rimessi in libertà? E noi li arrestiamo di nuovo. Quello che manca in questo Paese è la certezza della pena. Ci sarebbe bisogno di uno strumento normativo che rendesse efficaci le sentenze nella loro effettiva esecuzione».

Porte aperte in questura. Proprio per agevolare un dialogo finalizzato al comune obiettivo di garantire la sicurezza, il questore lancia uno stimolo ai cittadini. «Vi dovete indignare e chiedere con forza, ma senza astio, alle forze dell’ordine di fare controlli. L’arrivo dei militari è positivo, ma non possono prendere il posto dei poliziotti».

Forze in campo. Pisa come possibile obiettivo terroristico per la Torre, ma anche l’aeroporto e Camp Darby. Ma anche il carico giornaliero e stagionale molto più alto di una città di circa 90.000 abitanti. Una città calibrata per una residenza che esplode con i servizi e gli studenti. «Ho letto della polemica per il mancato arrivo di nuovi poliziotti usciti dal corso di formazione – ha aggiunto il questore –. Vi spiego come ha ragionato il dipartimento. Hanno considerato che era inutile mandare 5-6 agenti in una provincia come Pisa. Hanno dirottato maggiori forze nel reparto prevenzione crimine di Firenze che, due volte alla settimane spesso in orario 18-24, schiera 6-7 pattuglie in aggiunta alle nostre volanti. Quindi, il mancato invio degli agenti non significa scarsa attenzione al territorio che, con un’altra formula, viene comunque garantita».

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