Sicurezza
San Zeno verso il recupero, ospiterà mostre e spettacoli
L’assessore Serfogli annuncia: «Contributo di 300.000 euro dalla Fondazione Pisa». Lavori alle coperture e agli impianti, poi la gestione sarà affidata al Teatro Verdi
PISA. Il recupero della Chiesa della Spina non resterà un episodio isolato. Prossima tappa il restauro della chiesa di San Zeno, il complesso monumentale a destinazione religiosa, conservato, più antico nell’ambito del centro storico. Ci sono tanti esempi nel patrimonio storico-artistico cittadino che hanno necessità di interventi, non solo tra i beni di proprietà comunale (per tutti la chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno, che è della curia). In più di un caso è grazie a fondi esterni, in particolare messi a disposizione della Fondazione Pisa, che diventa possibile intervenire.
Così avverrà anche per San Zeno, il cui recupero è affidato a un progetto da 480.000 euro. «Abbiamo ricevuto dalla Fondazione Pisa la disponibilità per un finanziamento di 300.000 euro», annuncia l’assessore al patrimonio Andrea Serfogli, che al tempo stesso conferma l’impegno dell’amministrazione comunale al cofinanziamento per la parte restante dei lavori.
Il complesso monumentale, costituito dall’abbazia di San Zeno, era stato restaurato con importanti opere negli anni Settanta, mentre in precedenza era usato come magazzino. In tempi più recenti, invece, era stato oggetto di interventi di adeguamento degli impianti per l’utilizzo dello spazio con mostre e convegni, aperti però a un numero limitato di utenti (inferiore a 100) a causa di problemi strutturali di sicurezza.
Una situazione che deve ancora essere risolta. «La chiesa - come si legge in relazioni degli uffici comunali - presenta purtroppo condizioni di conservazione del manto di copertura non idonee a causa di infiltrazioni di acqua nella parte interna che possono, con il tempo, costituire fonti di possibile pericolo». Per questo l’abbazia necessita «di un intervento generale di ristrutturazione del manto di copertura», oltre alla sistemazione degli impianti interni.
Gli uffici comunali, dice Serfogli, stanno lavorando al progetto esecutivo «che dovrebbe essere pronto entro l’estate per poi affidare il cantiere entro l’anno». L’intervento a difesa della chiesa mira anche al recupero dell’edificio perché possa riprendere lo svolgimento al suo interno di spettacoli e iniziative culturali come accadeva fino a qualche tempo fa. Per questo il progetto prevede anche l’affidamento successivo della gestione alla Fondazione Teatro Verdi, con possibilità di svolgervi laboratori e spettacoli per un pubblico fino a 200 persone.
Altra questione è quella relativa al loggiato della chiesa che, come scritto anche nella relazione, risulta soggetto «ad azioni di vandalismo ed è luogo abituale di pernottamento di barboni o utilizzato addirittura per parcheggio di motorini». Da qui la decisione di installare una cancellata nei loggiati, come spiega Serfogli, che avrà l’obiettivo «di proteggere tale spazio e ricostituirne il necessario decoro, indispensabile al valore storico del complesso».
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