Sicurezza
Le indagini per le contestazioni in Lucchese-Pisa
PISA. Sono tuttora in corso le indagini relative alla contestazione subìta dalla squadra del Pisa la sera del 21 marzo scorso, al termine della partita persa con la Lucchese, ma non risultano esserci...
PISA. Sono tuttora in corso le indagini relative alla contestazione subìta dalla squadra del Pisa la sera del 21 marzo scorso, al termine della partita persa con la Lucchese, ma non risultano esserci denunce da parte dei giocatori o della società.
I fatti contestati riguardano l’assedio da parte di un gran numero di tifosi nei confronti della squadra: già a Lucca i giocatori sotto la curva avevano ricevuto improperi di vario tipo dai tifosi presenti allo stadio, poi arrivarono le contestazioni con toni accesi verso gli atleti durante il "confronto" chiesto e ottenuto dagli ultras sul pullman nei pressi dello stadio pisano al rientro della comitiva.
Nei giorni successivi la questura ha esaminato le immagini e le riprese effettuate durante le fasi concitate di un dissenso rumoroso all’esterno dell’Arena. Gli investigatori hanno vagliato i fotogrammi e i comportamenti di chi potrebbe aver ecceduto nello sfogare la propria rabbia per la serie negativa inanellata dai nerazzurri.
Sequenze video i cui contenuti, una volta identificati i protagonisti, potrebbero portare all’emissione di Daspo. Ma dal punto di vista giudiziario ha molto più peso quello che potrebbe essere successo a bordo del pullman. I giocatori, seppure non ufficialmente, confermarono la paura provata nell’acceso confronto con gli ultrà, ma non di essere stati fatti segno di percosse. E gli stessi ultrà saliti sul pullman (previo accordo con la squadra, e senza “assalti” che non si sono mai verificati nella realtà) erano coloro che poi, scesi per primi dal mezzo, evitarono alla comitiva ulteriori contatti con chi era rimasto fuori.
In seguito a quella contestazione, si dimise l’allenatore Giuseppe Pillon (arrivato una settimana prima, e in realtà non contestato dai tifosi) e chiese la rescissione del contratto il capitano Stefano Morrone. Inoltre, furono vietate ai tifosi pisani , anche a quelli in possesso di tessera del tifoso, le due successive trasferte di Carrara e Reggio Emilia.
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