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Pisa

Smontò un capannone per non pagare l’Imu

Smontò un capannone per non pagare l’Imu

Le battaglie pubbliche e private del consigliere comunale travolto dalla crisi delle imprese di famiglia

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PISA. L’uomo non si sottrae alle sfide. Anzi, quasi si esalta in un “corpo a corpo” contro quelli che ritiene siano i suoi avversari. E gli argomenti non gli sono mai mancati, dalla politica all’imprenditoria.

Alberto Rocchi, 45 anni, cascinese, erede di un’attività edile-immobiliare andata negli anni sfarinandosi, ieri mattina è tornato protagonista di una cronaca che da qualche tempo lo racconta più per le sue bizzarre prese di posizione che per l’attività di consigliere di opposizione. Sempre battagliero e poco incline a fare sconti alla giunta Antonelli. Mai domo per la tempra di combattente che lo contraddistingue, anche se spesso di cause perse.

Assistito dall’avvocato Beatrice Vestri, l’imprenditore e politico da ieri ha aperto un altro fronte che accresce la sua notorietà. Tralasciando un passato costellato di proteste in consiglio comunale e lotte anche in aule di giustizia in cui l’attività imprenditoriale si intrecciava a quelle delle amministrazioni dell’epoca, nel novembre 2013 Rocchi tratta a modo suo il problema del pagamento dell’Imu.

Per non pagare 80.000 di imposta smonta un capannone a Ponsacco. Stacca duecento pannelli di cemento armato e li porta a Cascina in un terreno che sostiene essere nella sua disponibilità come presidente della Polisportiva Ansa dell'Arno.

«Le mie aziende sono ferme. Sono in difficoltà economica, avevo un'attività in Romania che non posso più seguire. Non ho scelta, devo cercare di salvare il salvabile. Ho deciso di cominciare a risparmiare sull'Imu» spiegò al Tirreno.

E sempre nel ruolo di imprenditore vessato dal fisco e vittima delle presunte scorrettezze altrui, nel gennaio di quest’anno si prodiga in un’altra uscita ad effetto: entra in un cantiere e porta via una pala meccanica del valore di circa 80.000 euro. Le sue ragioni sono che quel bene appartiene a una società di cui la sorella ha ereditato alcune quote. Non la pensa allo stesso modo il proprietario che, riconoscendolo grazie alle telecamere, lo denuncia. «La pala meccanica l’ho portata in Bulgaria» spiega affrontando l’ennesimo guaio giudiziario convinto della bontà delle sue azioni. Con la storia di ieri ha arricchito la sua personale e sempre aggiornabile galleria degli errori.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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