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Politico in fuga sul furgone trascina vigile: denunciato
L’uomo, noto imprenditore, stava facendo un trasloco di mattina in Corso Italia Un ispettore gli ha chiesto i permessi e lui è scappato: il veicolo era sequestrato
PISA. Lo ha trascinato per una cinquantina di metri. Lui, l’ispettore della polizia municipale, incastrato tra la portiera del furgone e il montante. L’altro, il guidatore, sguardo dritto davanti a sé, con il piede sull’acceleratore in una corsa con slalom tra passanti alle 11 di una domenica mattina in Corso Italia.
La denuncia. Una fuga da film che si è conclusa con un vigile urbano sbattuto a terra e finito all’ospedale con un trauma cranico e il conducente del furgone denunciato per resistenza, violenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. La polizia municipale ha impiegato pochi minuti per scoprire chi era: si tratta dell’imprenditore Alberto Rocchi, 45 anni, originario e residente a Cascina, dopo un periodo di domicilio a Viareggio, consigliere comunale cascinese di Udc-Terzo Polo. In Corso Italia ha il suo studio di geometra e i mobili che stava caricando sul furgone provenivano da quelle stanze.
Il fatto. Sono le 10,54 quando la telecamera della videosorveglianza comunale collocata in piazza del Carmine immortala la scena. Il furgone, fermo nei pressi del negozio Zara, è rivolto verso piazza Vittorio Emanuele II. L’ispettore Luigi Tamburri, 56 anni, si avvicina ai due uomini che trova accanto al veicolo utilizzato nel trasloco. Chiede a Rocchi i documenti e se ha il permesso per il carico e scarico visto che a quell’ora non doveva trovarsi lì. Il dialogo è breve e il sottufficiale si rende subito conto che la discussione sta virando verso la lite con il rifiuto di Rocchi di fornire le proprie generalità. L’imprenditore si mette al volante e, senza lasciare intendere le sue intenzioni, parte verso piazza Vittorio. Solo che tra lo sportello socchiuso e il montante del telaio c’è l'ispettore. «Ero aggrappato al suo braccio e lui non diceva niente» racconta al Tirreno. La “presa” dura qualche secondo. La caduta poco prima di piazza del Carmine libera l’autista dal rischio di travolgere Tamburri, ma lo carica della responsabilità di averlo messo ko. L’ispettore rovina al suolo picchiando la fronte e riportando un ematoma. I medici lo visitano e dispongono il ricovero, ma il vigile firma e torna a casa nel pomeriggio.
Le ricerche. Incurante della persona trascinata, Rocchi rischia anche di travolgere i passanti che, terrorizzati, si fanno da parte al passaggio dell’autocarro a tutte velocità. I testimoni e la videosorveglianza consentono agli inquirenti di imboccare la pista giusta per arrivare all’identità del fuggitivo. Il comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi dispone una serie di controlli sul territorio con l’aiuto di polizia e carabinieri. Sono gli agenti della polizia giudiziaria del comando di via Battisti a risalire a Rocchi.
Il sequestro. Al di là dell’assenza dei permessi per fare un trasloco la domenica in Corso Italia, all’origine della fuga c’è un aspetto di rilievo penale più serio di una multa. Il furgone risultava colpito da un provvedimento di sequestro emesso dalla prefettura di La Spezia e non poteva circolare.
Un anno fa Zakir. Il 15 aprile 2014 un lavapiatti bengalese morì per un pugno sferrato da un passante (ancora latitante in Tunisia, ndr). Si chiamava Zakir Hossain e quel cazzotto mortale lo ricevette a pochi metri dal luogo in cui ieri si è sfiorata un’altra tragedia. «Quello che è successo è molto grave – riflette Bortoluzzi –. L’ispettore ha picchiato la testa. Il pensiero non poteva non andare a Zakir. Possiamo dire che stavolta è andata bene». Stamani un’informativa sull’accaduto verrà consegnata dai vigili al sostituto procuratore, Flavia Alemi.
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