Il Tirreno

Pisa

Per i Cantieri navali in arrivo offerte da quattro gruppi

di Dani
Per i Cantieri navali in arrivo offerte da quattro gruppi

Scade il nuovo bando pubblicato dal tribunale della Spezia Le concessioni saranno riassegnate solo dopo la vendita

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Le concessioni sono un elemento fondamentale perché il concordato resti in piedi. Revocare significa portare al fallimento i Cantieri di Pisa». Secondo Giovandomenico Caridi, amministratore unico della Navicelli Spa, non c’è alcuna possibilità di revocare le concessioni demaniali alla “Cantieri di Pisa Porta a mare srl”, società - il cui rappresentate legale è Antonio Sostegni - che da anni ha smesso qualsiasi attività nell’area della darsena, perché fondamentali per far riprendere la produzione dei Cantieri di Pisa.

«Le concessioni sono l’elemento principale perché il concordato stia in piedi - spiega Caridi, ascoltato venerdì scorso dalla quarta commissione consiliare -. Revocare le concessioni significa far saltare il concordato e far decadere gli stipendi arretrati, il tfr dei lavoratori e i crediti che vantano i fornitori, portando al fallimento i Cantieri». La revoca delle concessioni è stata più volte chiesta dalla Cgil e dalle Rsu dei Cantieri per facilitare il percorso di acquisto dello storico marchio della nautica pisana, riassegnandole attraverso un bando ad evidenza pubblica per abbatterne il costo esclusivamente a vantaggio di soggetti che esercitino attività produttiva. «Quando la procedura indicherà il nome dell’acquirente dei Cantieri - continua Caridi - revocheremo la concessione alla Cantieri di Pisa Porta a mare srl, la assegneremo temporaneamente al nuovo proprietario e prepareremo un bando pubblico per l’assegnazione». La Cantieri di Pisa Porta a mare srl ha affittato, per un totale di 800.000 euro all’anno, le concessioni alla società del Gruppo Baglietto denominata Cantieri di Pisa spa.

Nell’affitto sono comprese le aree private (4.000 mq di capannone, 10.000 mq di piazzale, attrezzature, marchio e arredamenti) e la parte demaniale concessa dalla Navicelli Spa. L’affitto «è un’attività tra privati», sottolinea Caridi. Quella che si è appena aperta sarà una settimana decisiva per lo storico marchio della nautica pisana e per i suoi 39 lavoratori, da cinque anni in assemblea permanente e con la cassa integrazione in deroga in scadenza il prossimo 31 maggio. Alle 12 di domani scade infatti il bando da 3,2 milioni di euro pubblicato lo scorso marzo dal Tribunale della Spezia per la vendita dello stabilimento nautico. Quattro i gruppi industriali e gli imprenditori che hanno manifestato interesse.

In corsa ci sarebbero un imprenditore del nord Italia, che non ha svelato le sue carte; Jean Marc Gregory, presidente di Union Strong Marine Holding, il gruppo franco-cinese che in passato ha già provato, senza riuscirci, a mettere le mani sui Cantieri; la Mondo Marine Spa di Savona e il gruppo pisano formato da Pisa Superyachts (azienda dei fratelli Fabio e Guido Bini) in accordo con la cooperativa “I Mastri Cantieri di Pisa”, costituita dai lavoratori dei Cantieri. Una soluzione locale, quest’ultima, che, come più volte sottolineato dal sindacato, sarebbe in grado di far rientrare tutti i lavoratori e riprendere da subito l’attività.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa