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Pisa

IL LUTTO

Naufragio: bandiere a mezz'asta negli aeroporti toscani

I soccorsi ai superstiti del naufragio
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I soccorsi ai superstiti del naufragio

E l'unione sindacale di base promuove un presidio in piazza

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PISA. Bandiere a mezz'asta in segno di lutto per il naufragio nel canale di Sicilia lunedì 20 aprile negli aeroporti di Pisa e Firenze. Lo hanno reso noto le due società di gestione Sat e Adf. "I presidenti delle due società Paolo Angius e Marco Carrai - si legge in una nota - e gli amministratori delegati Gina Giani e Vittorio Fanti esprimono profondo cordoglio per la nuova terribile tragedia avvenuta nella notte tra sabato e domenica nel canale di Sicilia. Gli aeroporti di Pisa e Firenze partecipano al momento di dolore mantenendo per tutta la giornata le bandiere a mezz'asta".

Sullo stesso argomento interviene anche l'Usb di Pisa: "La morte di 700 migranti in seguito al capovolgimento della barca, a circa 60 miglia delle coste libiche e a circa 120 miglia da Lampedusa non  è una atragedia ma un crimine". Lo afferma in una nota l'Unione sindacale di base di Pisa che per lunedì 20 aprile alle 18 ha promosso un presidio sotto il Comune.
   "Le misure d'impoverimento di massa determinate dalle politiche del Fmi, della Banca mondiale e della Bce - prosegue la federazione pisana dell'Usb - insieme ai conflitti geo-politici dall'Africa al Medio Oriente ci danno conferma di una guerra totale in corso. Una guerra che costringe le persone a fuggire per la salvaguardia della propria vita e della vita dei propri familiari. Le dichiarazioni di circostanza di queste ore, prive di senso e di umanit, sono un vero atto di ipocrisia. Perch tutti i governi che compongono l'Ue sono riusciti a imporre le politiche di austerity alle popolazioni con risultati devastanti in termini di disoccupazione in Europa e a lasciare morire nel Mediterraneo le persone". Secondo i Cobas pisani inoltre "i morti sono oggetto di speculazione politica di chi seminando paura presenta i migranti non come vittime delle politiche europee in materia di immigrazione, di guerre alimentate dal commercio di armi anche dell'Italia ma come 'nemico' da respingere" mentre ora " doveroso aprire "un canale umanitario per non ridurre la politica dell'accoglienza a fatto meramente militare o di gendarmeria".

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