Gioco
Ricatti a luci rosse sotto tiro gli account di molti pisani
Le vittime adescate con richieste di amicizia su facebook Prima la chat, poi i filmati hard e parte l’estorsione
PISA. Il primo passo della “sextorsion”, cioè l’estorsione a sfondo sessuale, è la richiesta di amicizia su Facebook, proveniente da una affascinante ragazza straniera. L’ultimo è la richiesta di soldi, da 500 fino a 5.000 euro, altrimenti quella foto o quel filmino compromettente finirà su youtube e sarà inoltrato a tutti i contatti della vittima.
Ci sono cascati un bel po’ di ragazzi e adulti in tutta Italia: Il Tirreno se n’è occupato poco tempo fa per un caso avvenuto a Livorno. E in queste ultime settimane molti account di pisani (anche quello del vostro cronista, da una sedicente Chantal che vivrebbe in Lussemburgo) sono stati presi di mira dagli stessi truffatori.
Questa truffa è ben descritta su http://checkblacklist.altervista.org/ricatti-hard-web-come-difendersi/ e il funzionamento è semplice. La vittima viene agganciata su una chat, su Skype o direttamente su Facebook tramite una richiesta di amicizia apparentemente innocente.
Una volta accettata l’amicizia, dopo pochi minuti arriva un messaggio in privato, un semplice “ciao, come stai?”. Rispondere, anche per pura cortesia o semplice curiosità, può venire spontaneo. Ed ecco che una risposta tira l’altra e la bellezza straniera, in un italiano più o meno accettabile inizia a rivelarsi più disinibita e vogliosa di divertirsi.
Fin qui non è successo niente. Già, fin qui, perché arriva il momento in cui dopo aver saggiato l’acqua la truffatrice (o più probabilmente l’organizzazione di truffatori) lancia l’esca: «Perché non continuiamo a chattare con la webcam?».
Il momento cruciale è questo. Perché l’avvenente signorina propone di svestirsi entrambi, manda al malcapitato foto o filmati non chiarissimi e gli chiede di mostrarsi a sua volta: prima il viso, poi la figuga intera.
E a questo punto il danno è fatto. E che danno! Di qui a poco infatti arriverà un nuovo messaggio: «Ho registrato il tuo video, eccolo. O mi paghi oppure lo renderò pubblico a tutti i tuoi contatti».
«Sono stato uno sciocco, lo so - ha confessato una vittima, un quarantenne livornese, al Tirreno: - mi rendo conto di aver agito con superficialità perché, se fossi stato un po’ più attento, mi sarei accorto che tutta quella conversazione e poi la chat con la webcam potevano essere una farsa. Ma ci sono cascato in pieno, forse solo perché avevo voglia di distrarmi un po’...». Un mea culpa apprezzabile, quello di un uomo che si mette a nudo di fronte a una leggerezza in cui tanti, come lui, sono caduti e rischiano di cadere ancora: farsi coinvolgere in una chat erotica esponendosi al rischio di essere ricattato. Un caso finito sulla scrivania degli investigatori della polizia, a cui la vittima si è rivolta, presentando una denuncia.
A quel signore è stata chiesta la spropositata di cinquemila euro, in altri casi la richiesta è inferiore, di solito tramite un bonifico su un conto corrente online, facile da aprire e praticamente impossibile da intercettare in alcuni Paesi esteri.
E se l’esperienza è traumatizzante per un adulto, può essere terrificante per un adolescente, potenziale vittima di questi malviventi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
