Sicurezza
Recapitata ghirlanda di fiori per un morto che non c’è
CALCI. La ghirlanda per un morto che non c’è. «Questa vicenda è, a dir poco, spiacevole. Il fatto si commenta da solo. Ma come si fa ad arrivare a tanto? Roba da matti!», esclama Roberto Logli,...
CALCI. La ghirlanda per un morto che non c’è. «Questa vicenda è, a dir poco, spiacevole. Il fatto si commenta da solo. Ma come si fa ad arrivare a tanto? Roba da matti!», esclama Roberto Logli, idraulico, ben conosciuto.
È il padre di Lorenzo, 40 anni, dipendente della Pistoni Asso di Fornacette. Lorenzo è venuto a trovarsi al centro di una vicenda per certi aspetti paradossale.
Una vicenda che ci facciamo raccontare da Roberto Logli: «Hanno fatto circolare la notizia che mio figlio era morto. La voce si è diffusa in giro dopo che un incaricato di una impresa di onoranze funebri, venuto da fuori, ha chiesto dove abitasse Lorenzo Logli. Lui sta con me, nel centro della Valgraziosa, precisamente in via Brogiotti, non lontano dagli impianti sportivi. La persona che aveva l’incarico di recapitare la ghirlanda, conosceva nome e cognome di mio figlio, ma non l’indirizzo con il domicilio. Ecco che questa persona - continua Roberto Logli - ha cominciato a domandare, rivolgendosi anche a qualche esercizio pubblico. Così tutti hanno saputo».
Il momento più imbarazzante è stato quando l’incaricato delle pompe funebri ha suonato direttamente a casa Logli e ad aprire è stato proprio Lorenzo il quale, incredulo, ha appreso di... essere passato a miglior vita.
La sorpresa, gli scongiuri, il sorriso di circostanza ma soprattutto l’amarezza.
«Quando si è diffusa la falsa voce - dice ancora Roberto - si sono precipitati a casa parenti, amici, non si contano le telefonate di cordoglio, la partecipazione al lutto. È successo di tutto...».
Naturalmente, la domanda è: chi è l’autore del macabro scherzo? Sia il padre che il figlio hanno un sospetto, ma su questo restano abbastanza riservati.
Purtroppo, dopo l’invio della ghirlanda, quando le voci si mettono in moto, fermarle diventa qualcosa di non semplice. Tant’è vero che Roberto Logli afferma: «E pensare che qualcuno ci ha anche rimproverato perché non erano stati affissi i manifesti di circostanza che annunciavano il triste evento».
All’ombra del monte Serra e della Verruca da due giorni non si parla d’altro. Un fatto di pessimo gusto.
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