Il Tirreno

Pisa

Decine di cittadini a pulire la spiaggia con due dromedari

di Sharon Braithwaite
Decine di cittadini a pulire la spiaggia con due dromedari

Gli animali sono stati donati dagli scout all’Ente Parco Il direttore del Parco: «Così limitiamo i danni alle dune»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Decine le persone che ieri pomeriggio hanno partecipato alla pulizia dell’arenile della tenuta di San Rossore, svolta con l’ausilio dei dromedari donati dall’Agesci, nel corso della Route nazionale svoltasi nel parco nell’agosto 2014. Presenti 29 scout di Pisa 3 (reparto chimera) di età compresa tra i 12 e i 16 anni e tanti volontari che, anche con bambini a seguito, si sono prenotati via email: dotati di guanti e sacchetti hanno raccolto i rifiuti presenti sulla spiaggia della “Buca del Mare”, situata accanto a quella del Gombo.

Gli scarti più pesanti e ingombranti sono stati inseriti nelle casse di legno portate dai dromedari, che possono trasportare un peso massimo di circa 5 quintali. Molte le prenotazioni per la seconda iniziativa di questo genere, dopo la prima sessione sperimentale del 5 ottobre che aveva registrato il tutto esaurito, quando raccolti 100 sacchi di spazzatura. Il limite di persone ammesse a questi eventi serve a limitare l’impatto sull’ambiente.

«La pulizia della spiaggia è un problema che attanaglia il Parco. Mentre i rifiuti naturali servono all’ecosistema, quelli artificiali sono molto pericolosi, specialmente se entrano nel circolo alimentare degli animali – spiega Andrea Gennai, direttore dell’Ente Parco, presente all’evento -. Ogni mese, dopo le mareggiate, l’arenile si riempie di rifiuti di ogni tipo, specie di plastica: cestelli di lavatrice, gomme di automobili, scarti di lavorazioni e anche ospedalieri. È evidente che è una spazzatura buttata illegalmente nei fiumi e quindi nel mare, che poi arriva sulle nostre spiagge. Su questo ci sono indagini in corso».

Il Parco non ha le risorse economiche per pulire gli arenili. Per questo chiede l’aiuto dei volontari, che in cambio fanno un favore all’ambiente e hanno l’occasione di accedere ad aree normalmente chiuse al pubblico. «La pulizia va effettuata cercando di limitare i danni alle dune. Il dromedario, per sua natura, è adatto a un ambiente sabbioso. L’ecosistema del Parco è di importanza europea e va tutelato - aggiunge Gennai -. Inoltre in primavera molte specie di uccelli nidificano sull’arenile. Accanto a questa spiaggia c’è quella del Gombo, da anni frequentata abusivamente».

I volontari sono stati accompagnati e guidati dalle guardie che un tempo erano al servizio del Quirinale. Adiacente alla spiaggia una foresta “pietrificata”, uno scenario quasi infernale, immerso nel silenzio interrotto solo dall’infrangersi delle onde. Decine i pini morti (ma rimasti in piedi) a causa di sostanze contenute nei commercializzati negli anni ’60-70. Si tratta di agenti acidi che hanno impedito alle piante stesse di respirare. «A causa di danni di questo tipo molte piante morirono. Le aziende per fortuna eliminarono questi agenti nocivi dai detersivi – dice Gennai -. Pertini, all’epoca presidente della Repubblica, chiese di lasciare questo bosco così com’era: come monito per le generazioni future sugli effetti dell’inquinamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa