Attenzione
«Filmate i vandali e poi denunciateli»
La ricetta del prefetto Visconti per mettere fine alla guerra degli eccessi. Critiche anche al Comune: servono bagni e cestini
PISA. «Ho suggerito alle forze dell'ordine di non entrare nelle piazze dove si annida la movida, ma filmare le persone che commettono infrazioni o schiamazzi prolungati e procedere, al di fuori della movida, per prendere i provvedimenti consentiti dalla legge».
Meno repressione, più dialogo, mettendo in campo servizi e soluzioni concrete. Questa la linea dettata dal prefetto Attilio Visconti – intervenuto ieri alla trasmissione “Addosso ai fatti” di Punto Radio – per cercare di trovare un rimedio alla guerra della movida che si combatte tra i residenti del centro, che rivendicano il diritto al riposo, e i giovani che cercano svago e divertimento. «Ognuno deve fare la sua parte», sottolinea Visconti, dal Comune agli studenti, passando dalle forze dell'ordine e dalle tre Università. Il prefetto non sembra però aver digerito le dichiarazioni che l'assessore alle politiche giovanili Andrea Ferrante ha rilasciato al nostro giornale: «Il problema del degrado post-movida non può essere risolto con cassonetti o bagni chimici – ha dichiarato Ferrante qualche giorno fa -. Dobbiamo pensare anche al decoro della città»).
«Non è giustificabile – sottolinea l'inquilino di Palazzo Medici - un ente locale che di fronte ad un fenomeno come la movida non fornisce quelle che sono le esigenze primarie: cestini e bagni. È necessario distinguere chi scaglia a terra una bottiglia e chi la appoggia perché non ci sono cestini dove gettarla».
«Tutti devono fare la propria parte – prosegue Visconti -, a cominciare dal Comune che deve garantire alla parte buona della movida cestini e bagni e ai cittadini la pulizia dei luoghi. Le forze dell'ordine devono invece garantire la sicurezza, combattendo furti, borseggi, prostituzione, vendita di alcol e droga» e tutti quei fenomeni che si intrecciano a quello della movida (gli esercizi commerciali che non rispettano gli orari di chiusura o le norme sulla somministrazione di alcol e abusivismo). Il prefetto promette di intervenire anche sugli esercizi pubblici sprovvisti di bagni. In parallelo alla sicurezza e al decoro della città va garantito però anche il diritto al riposo dei residenti. Il prefetto sembra voler adottare una linea alternativa ai blitz delle forze dell'ordine più volte richiesti dai residenti: filmare chi si rende protagonista di schiamazzi - o gli ormai famosi suonatori di bonghi - per poterli individuare nei giorni successivi procedendo a ciò che la legge permette (quindi non sono esclusi sequestri o denunce). Riuscire a conciliare le esigenze dei residenti e dei giovani per il prefetto non è solo una questione di repressione. Anzi. Quest'ultima potrebbe trasformarsi anche in un boomerang, così come l'ordinanza antialcol «che va promulgata – sottolinea Visconti -, ma facendo attenzione perché altrimenti i giovani fanno scorte ai supermercati», risparmiando e bevendo di più. «Sulla questione movida incide anche un fattore culturale», ripete Visconti, «ed è necessario operare su questo aspetto coinvolgendo studenti e Università, che devono lavorare per far rispettare ed amare la città».
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