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Tumore non diagnosticato paziente risarcita dall’Asl

Tumore non diagnosticato paziente risarcita dall’Asl

Non era stato visto un carcinoma alla mammella delle dimensioni di un’albicocca Prima visita nel settembre 2010, ma solo nell’agosto 2011 un medico scopre la verità

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PISA. Un ritardo di quasi un anno nel diagnosticare un carcinoma al seno. La paziente che non sta bene e chiede rassicurazioni ai medici che, per almeno un paio di volte, al termine dell’esame, non informano la donna della gravità della situazione interpretando in modo errato quello che appare dalle analisi.

Tempo perso che alla fine, però, non si è tradotto in una morte annunciata. Un intervento chirurgico, richiesto da chi aveva capito la progressione della malattia, ha riequilibrato una cantonata sanitaria per la quale non c’è stato bisogno neanche di fare una causa civile. Quando è stata presentata la richiesta danni, il nucleo di valutazione sinistri dell’Asl 5 e il comitato gestioni sinistri dell’Azienda ospedaliera hanno scelto la strada della transazione evitando battaglie legali dall’esito scontato e in negativo per il fronte Asl-Aoup. L’importo saldato alla paziente, 51 anni, impiegata, residente nel Pisano, ammonta a 67.000 euro. Soldi che verranno pagati per due terzi dall’Asl e per un terzo dall’Azienda ospedaliera.

Assistita dall’avvocato Vittorio Amedeo François, dopo aver superato un calvario a lieto fine, la donna ha presentato una richiesta di risarcimento nell’agosto scorso. A sostegno della leggerezza con cui fu seguita nelle prime visite, tra Asl e Aoup, la paziente ha prodotto un parere medico legale con il quale sono sati messi in fila tempi, svarioni e cure. Tutto poteva essere fatto con almeno un anno di anticipo. E solo la buona stella che, nella cattiva sorte, ha accompagnato la donna, l’epilogo non è stato irreparabile.

La storia dell’impiegata a cui non avevano diagnosticato un tumore al seno inizia nelle sue tappe mediche con una visita avvenuta nel settembre 2010 negli ambulatori Asl.

Aveva sentito dei noduli al seno e l’esito della mammografia la indusse a fare, un mese dopo, un altro esame al Santa Chiara. La risposta? Faccia un nuovo controllo tra un anno. Ma quel nodulo le dava pensieri. E così a dicembre si presenta di nuovo al poliambulatorio Asl di via Garibaldi. Per ricevere la solita risposta: tra un anno si sottoponga a una mammografia. Quando arriva a maggio 2011 il nodulo è sempre più palpabile e ad agosto all’unità operativa di Senologia del Santa Chiara trova un medico che vede quello che i precedenti colleghi non avevano visto: un tumore delle dimensioni di un’albicocca nella mammella destra con la neoplasia già in metastasi. Bisogna intervenire, ma prima è necessaria una cura chemioterapica. L’operazione arriva nel marzo 2012 con una mastectomia radicale. I controlli successivi confermano la reazione positiva della donna alle cure.

Scampato il pericolo di morire per la disattenzione di chi aveva sottovalutato gli esami in cui le avvisaglie del carcinoma erano evidenti, la paziente ha chiesto un risarcimento. Lo ha ottenuto senza trovare opposizioni da Asl e ospedale.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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