Il Tirreno

Pisa

sicurezza in tribunale

Controlli con il metal detector, militari e guardie raddoppiate

Pietro Barghigiani
Un'aula del Tribunale
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Un'aula del Tribunale

Gli operatori della vigilanza privata saranno dotati di barre rilevatrici per un primo filtro sugli accessi al palazzo ma non potranno fare perquisizioni personali

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PISA. Il raddoppio del personale della vigilanza privata, l’arrivo dei militari e la dotazione agli addetti al controllo delle barre rilevatrici, una sorta di metal detector manuale.

Le misure per migliorare la sicurezza del Tribunale sono state messe a punte nel corso dell’ultima riunione del comitato provinciale per l’ordine pubblico riunito a palazzo Medici dal prefetto Attilio Visconti. Presenti, tra gli altri, il procuratore facente funzioni, Antonio Giaconi, il presidente del Tribunale, Salvatore Laganà, il questore Gianfranco Bernabei, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Andrea Brancadoro, l’assessore al Patrimonio, Andrea Serfogli.

Il prefetto ha confermato l’arrivo di 20 militari nell’ambito del progetto “Strade sicure”. Due soldati saranno distaccati in Tribunale e il loro utilizzo non sarà solo quello di presidiare l’ingresso. È prevista una vigilanza attiva con il pattugliamento esterno dell’edificio. In una virtuale classifica sulla sicurezza, il Tribunale di Pisa navigherebbe nei bassifondi. Esiste una vigilanza all’ingresso, ma nessun metal detector o tornello in grado di fare da filtro. «Sul tema della sicurezza va sottolineata la grande sensibilità del prefetto – afferma il presidente Laganà –. Ci è stato confermato l’arrivo dei militari e da parte del Comune è stata manifestata la disponibilità a raddoppiare il personale della vigilanza privata in Procura e in Tribunale, da un addetto a due per ciascuna postazione».
Al personale nelle prossime settimane verranno assegnate delle barre rilevatrici con cui controllare le persone in entrata. Nessuna perquisizione, né richiesta di aprire borse o valigette. Nel caso in cui la situazione richiedesse un approfondimento su un soggetto ritenuto a rischio, verrebbero chiamati i carabinieri.

«Stiamo pensando anche ad ingressi separati da realizzare all’entrata principale – prosegue il presidente del Tribunale –. Uno per avvocati e dipendenti e un altro per l’utenza fatta di imputati, testimoni e parti processuali. Esiste da anni un progetto per dotare l’ingresso di scanner del tipo di quelli usati negli aeroporti e di metal detector fissi. Vediamo se stavolta arrivano anche i finanziamenti».

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