Il Tirreno

Pisa

CONVEGNO AD AGRARIA

Il peperoncino non è moda ma toccasana per la salute

Il peperoncino non è moda ma toccasana per la salute

PISA. Ad accrescere il successo del peperoncino, le cui proprietà antinfiammatorie, anticolesterolemiche e benefiche sulla circolazione sanguigna sono note da anni, si è aggiunta la ricerca...

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PISA. Ad accrescere il successo del peperoncino, le cui proprietà antinfiammatorie, anticolesterolemiche e benefiche sulla circolazione sanguigna sono note da anni, si è aggiunta la ricerca riportata su Nature nel gennaio del 2014 relativa alla decodificazione del suo Dna. La capsaicina, il principio attivo del peperoncino, è inoltre oggetto di continui studi per le sue presunte proprietà antitumorali. Per approfondire la conoscenza di questa pianta preziosa l'Accademia dei Georgofili ha organizzato per oggi alle 15 presso il dipartimento di scienze agrarie, in via del Borghetto, il convegno “Il peperoncino: non solo moda” , ingresso libero. Un appuntamento per i numerosi cultori della spezia e per quanti vogliano imparare a distinguerla tra le 1600 specie coltivate in Italia. Della storia del peperoncino, del suo impiego in cucina, talvolta a sproposito, fino alle sue virtù afrodisiache, parleranno Enzo Monaco, presidente dell'Accademia Italiana del Peperoncino; Marco Carmazzi, produttore; Bruno Amantea, dell'Università della Magna Grecia di Catanzaro e la giornalista Eleonora Cozzella. Lo chef Fabio Campoli presenterà la sua cucina piccante. Presiede Filiberto Loreti. Ospite del convegno il trombettista Roy Paci, amico dell'Accademia dei Georgofili. La giornata di studio è stata presentata dal professor Amedeo Alpi, del dipartimento di scienze agrarie, alimentari, agro-ambientali e da Massimo Biagi, tra i maggiori esperti italiani, una collezione di 1600 varietà di peperoncino . «Nel mondo il peperoncino viene coltivato da ottomila anni - ha detto Biagi - e sono circa 4000 le varietà esistenti. Di quello consumato in Italia noi ne produciamo solo il 30%, il resto arriva dal Marocco o dall'Asia. Ai consumatori raccomando di utilizzare quello coltivato e trasformato in Italia. Può sembrare più caro ma è sicuramente più controllato. Meglio se usato a fine cottura».

Renata Viola

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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