Il Tirreno

Pisa

scuola

Il Marchesi in cerca di soluzioni, Santoni e Buonarroti si dividono

di Francesco Loi e Gianluca Campanella
Una veduta dall'alto del complesso Marchesi
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Una veduta dall'alto del complesso Marchesi

Le ipotesi sul tavolo: geometri da ricostruire in via Contessa Matilde, nuovo liceo nelle aree sportive. Il costo supererebbe i 20 milioni di euro. La piscina e le palestre saranno comunque mantenute

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PISA. Prima il progetto e poi, su quella base, la richiesta di finanziamenti. Ma prima ancora serve avere l’idea giusta e imboccare una strada con decisione. E’ quello che richiede la situazione in cui si trova il complesso scolastico Marchesi a Cisanello. Un grande edificio ormai a scadenza per come è stato costruito, con costi di manutenzione ormai insostenibili (e rischi per la sicurezza conseguenti). Dal consiglio d’istituto del liceo Buonarroti, uno dei componenti del complesso (l’altro è l’istituto Santoni), è già partito l’appello per la costruzione di una nuova scuola. Dalla Provincia, ente titolare del complesso, deve arrivare ora l’indirizzo da seguire per risolvere la questione. Riflessioni in corso, ma ancora una soluzione non c’è.

Finanziamenti. Pochi punti fermi in questa vicenda, al momento, ma qualcuno sì. A cominciare dall’esigenza di recuperare almeno 20 milioni di euro se si pensa di costruire un nuovo edificio (cifra forse ancora bassa). Ci sono poi valutazioni rispetto all’altra ipotesi da considerare, ovvero una riqualificazione vera del Marchesi, con adeguamento totale rispetto a tutte le norme che sono nel frattempo entrate in vigore per l’edilizia scolastica e non solo. Ma quanto costerebbe un intervento del genere? L’orientamento prevalente è che probabilmente non basterebbero i 20 milioni stimati per una nuova costruzione.

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Concorso di idee. Si affaccia quindi il suggerimento di un concorso di idee internazionale per chiamare i migliori progettisti a studiare e quantificare le risorse necessarie a riqualificare il Marchesi, simbolo di una concezione architettonico-sociale che negli anni Settanta si era presa una vetrina importante, facendolo restare una grande scuola.

La divisione. Intanto però si ragiona anche su altre ipotesi, che non possono prescindere da un dato ancora sconosciuto: di quanti soldi la Provincia potrà disporre. Se questi arriveranno soltanto da contributi nazionali oppure se sarà comunque necessario valorizzare il Marchesi, ovvero cedere le aree su cui è costruito. Senza tali risposte è difficile scegliere. Anche per questo sul tavolo le prime idee sono quelle che chiamano in causa riflessioni fatte qualche anno fa, considerando che l’ipotesi della demolizione del Marchesi era già entrata nei programmi intorno al 2009. In questa visione, il primo passo sarebbe anzitutto quello della separazione degli istituti: dunque, non più un complesso con Buonarroti e Santoni. Quest’ultimo era già stato pensato all’interno del villaggio scolastico compreso tra via Contessa Matilde e via Rindi, dove ora ci sono l’Itis da Vinci e il professionale Fascetti. Nell’area sono presenti volumi da demolire, ma con spazi sufficienti per una nuova scuola.

Il nuovo liceo. E il Buonarroti? Se questa fosse la scelta, e occorre ancora un massiccio uso di condizionali, una prima soluzione sarebbe quella di una costruzione del liceo nelle aree sportive che si trovano accanto al Santoni. Hanno già la necessaria destinazione urbanistica e non servirebbero varianti. In alternativa si dovrebbe guardare a terreni già di proprietà dell’amministrazione provinciale in altre parti della città (solo a titolo di esempio, ci sono i campi sportivi della Fontina ancora in attesa di una soluzione definitiva). Facendo due conti, si consideri che per realizzare una scuola capace di accogliere mille studenti occorre una cifra tra 10 e 15 milioni di euro. Costruirne due, raddoppia di fatto la spesa.

Demolire o no. L’altra domanda su cui incombe sempre un punto interrogativo è quello che sarà in ogni caso il destino del complesso Marchesi. Demolizione o no? E se resterà in piedi, se non altro per salvarne l’immagine di architettura storica e innovativa, quale utilizzo potrà avere? E a quali costi? Nessun dubbio invece sulla piscina e sulle palestre del Marchesi, che saranno mantenute in ogni soluzione che sarà scelta. E’ tempo comunque di iniziare a prendere decisioni.

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