Il Tirreno

Pisa

Più occhi elettronici nelle zone a rischio

di Pietro Barghigiani
Più occhi elettronici nelle zone a rischio

Arrivano anche 20 militari, ma niente rinforzi degli organici

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PISA. Più occhi elettronici puntati nelle zone ancora in “ombra”, ma anche un’intensificazione dei controlli nelle aree ritenute più problematiche e l’arrivo di un contingente di 20 militari dell’esercito.

Si rinnova e viene integrato rispetto a quello sottoscritto nel 2010 all’epoca del ministro Roberto Maroni, il patto “Pisa sicura” firmato ieri mattina dal prefetto Attilio Visconti, dal sottosegretario al ministero dell’Interno, Domenico Manzione, dal sindaco e presidente della Provincia, Marco Filippeschi, dall’assessore regionale alla Sicurezza, Vittorio Bugli e dai vertici di università, associazioni e forze dell’ordine.

Sicurezza illuminata. Le telecamere in più arriveranno entro il 2016 con nuovi lampioni, un'autoregolamentazione per la movida e la vita notturna. Le aree su cui sarà concentrata maggiore attenzione sono quelle attorno alla stazione ferroviaria, Piazza dei Miracoli e dintorni, il centro storico e in particolare lo spazio tra piazza dei Cavalieri, piazza delle Vettovaglie e i lungarni nord, la periferia ovest fino a La Vettola e San Piero a Grado, quella ad est fino a Putignano, Oratoio e Riglione e i parcheggi scambiatori di via Paparelli, via Pietrasantina e dell'ospedale di Cisanello.

I militari. Il sottosegretario Manzione ha confermato l’arrivo di 20 soldati - per Torre, aeroporto, stazione, Camp Darby – anticipato dal prefetto nei giorni scorsi. «Arriveranno a breve nell’ambito del progetto “Strade sicure” – ha esordito –. Di questi 20 almeno 2 verranno distaccati al Tribunale dove, in attesa dell’installazione di un metal detector e di altri lavori per la sicurezza, è ipotizzabile l’uso delle barre rilevatrici da parte della vigilanza privata. Il patto prevede un impegno di risorse da parte degli locali e un coinvolgimento delle zone più a rischio. Si va dalle telecamere a un maggior coordinamento delle forze dell’ordine. Il “Patto” punta a una sicurezza partecipata a più livelli. Nuovi agenti? Non sono abituato a fare promesse che non sono sicuro di mantenere. Di certo Pisa sarà tenuta in considerazione non solo prendendo come riferimento il numero dei residenti, ma anche tutto ciò che comporta la presenza di università e aeroporto».

«Città speciale». Per Filippeschi il “Patto” riconosce «che Pisa è una città speciale, che ha esigenze assimilabili a quelle di città assai più grandi. Infatti in Toscana il confronto si può fare solo con Firenze. Questo è un punto di partenza decisivo. Si deve operare di conseguenza» parametrando l’invio di rinforzi ai numeri delle grandi città. Una richiesta rinnovata anche ieri dal sindaco che elenca le cose fatte dagli investimenti sulla videosorveglianza alla condivisione dei monitoraggi sui reati. «Nel nuovo “Patto” individuiamo aree critiche per concentrare gli interventi, precisando le criticità – prosegue Filippeschi –. Con obiettivi precisi e concreti, come per la stazione. Combattiamo i reati che destano maggiore allarme, con risultati importanti, ma anche comportamenti irregolari: dagli accampamenti abusivi, al fenomeno dei parcheggiatori dall’abusivismo commerciale all’eccesso di rumore notturno. Per contenere gli effetti della movida, che segnano le città universitarie e turistiche, serve una legislazione nuova».

Tecnologia e territorio. Una sicurezza garantita anche dal basso, con le scambio di informazioni dai consigli territoriale di partecipazione alle forze dell’ordine. La ricetta del prefetto Visconti privilegia «la diffusione e l'utilizzo di strumenti tecnologici come i sistemi di videosorveglianza, importante ausilio agli organi di polizia per il controllo del territorio e l'accertamento dei reati». Secondo il prefetto un ruolo di stimolo può arrivare dalla capacità di ascolto delle richieste provenienti dalla società civile attraverso la costituzione di una cabina di regia «nell'auspicio che possa essere davvero funzionale al supporto dell'azione del comitato per l'ordine la sicurezza pubblica per meglio definire le strategie e le politiche di sicurezza e la trasparenza del suo operato attraverso risultati facilmente riscontrabili dalla pubblica opinione». Infine, per Confcommercio «il “Patto” è inefficace senza un aumento effettivo di forze di polizia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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