Il dolore
«Voglio la movida, ma che sia educata»
Il prefetto “salva” chi vuole divertirsi e invita la polizia a colpire gli abusi: «Il Comune metta più cestini e pulisca subito»
PISA. «Voglio uscire da un equivoco: il prefetto vuole la movida. Ma quella ordinata e corretta».
Se gli studenti cercavano un alleato per portare avanti le ragioni di chi intende rilassarsi la sera, senza infliggere ferite al decoro della città, con il prefetto Attilio Visconti possono stare tranquilli.
La ricetta dell’inquilino di Palazzo Riccardi per gestire il fenomeno che ha già aperto la “stagione” delle sarabande in centro prevede un doppio binario: punire gli eccessi; tutelare chi rispetta le regole. E un appello: il Comune metta più cestini o garantisca la pulizia delle strade prima di assistere ai campi di battaglia costellati di vetri.
I due fronti. Il primo fronte è affidato a polizia, carabinieri e Guardia di finanza il cui compito sarà quello di contrastare la vendita di alcol fuori dagli orari o dalle licenze, ma anche lo spaccio e i vandalismi con le viuzze usate come bagni e i muri trasformati in tele da imbrattare.
Poi c’è l’aspetto da rubricare alla voce della vigilanza rassicurante.
Volontari in piazza. «Ci sono in ballo delle iniziative con il mondo del volontariato per sperimentare di sera il progetto avviato con le associazioni dei pensionati delle forze dell’ordine lungo l’asse stazione-Borgo Stretto – spiega il prefetto –. Vorremmo ripetere, già dalle prossime settimane, questa esperienza nei luoghi della movida con altri gruppi di volontariato. Vogliamo tutelare il più possibile i ragazzi e metterli al riparo dalla parte negativa del fenomeno, mi riferisco a droga e alcol».
Punire gli eccessi. Per Visconti è necessario far emergere, anche con il vantaggio dei residenti, la parte sana degli incontri serali dei giovani.
«E per fare questo – sottolinea – si deve stroncare tutto quello che attenta alla movida e chi ne approfitta trovando terreno fertile per spacciare, borseggiare e creare situazioni di disturbo intollerabili. Dove si radunano tanti giovani si annidano anche i rischi legati a smercio di droga e abusi di alcol».
«Il Comune metta i cestini». La distesa di bottiglie vuote nella piazza dei Cavalieri è una scena antica, ma sempre attuale. Dice il prefetto: «Il problema delle bottiglie lasciate per terra può essere risolto in due modi: o il Comune aumenta i cestini per la raccolta o fa pulire la piazza in tempo utile per consegnarla senza rifiuti quando i cittadini di svegliano. Se sto in piazza e trovo un cestino butto la bottiglia. Nel caso in cui i raccoglitori manchino, è chiaro che uno l’abbandona a terra. Se il Comune non vuole mettere i cestini allora organizzi la pulizia la mattina presto. Così come deve provvedere a sistemare i bagni chimici».
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