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Pisa

Rapinatore con l’obbligo di firma

Rapinatore con l’obbligo di firma

Andava in caserma e poi faceva i colpi in strada: condannato a sei anni e otto mesi

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PISA. Aveva l’obbligo di firma e, tra un ingresso e l’altro negli uffici dei carabinieri, continuava a fare rapine. Anzi, una volta si era anche presentato in ritardo in caserma. Il motivo? Era a fare una rapina.

Dopo aver collezionato arresti e denunce, Mamechekh Diop, 35 anni, senegalese, è stato rinviato a giudizio e condannato a 6 anni e 8 mesi.

Dal giugno 2014 è in carcere per una rapina ai danni di un giovane viareggino con cui si era appartato, in spiaggia a Torre del Lago. Alla fine del rapporto aveva preso al cliente occasionale tutti i soldi visti nel portafogli non accontentandosi dei 50 euro pattuiti al momento dell’incontro.

La fissazione di Diop erano i cellulari. I quattro colpi che gli sono costati la condanna hanno avuto sempre come refurtiva un telefonino.

Le indagini sono iniziate a maggio 2014. I carabinieri della stazione di Pisa principale, coordinati dal sostituto procuratore Lydia Pagnini, hanno collegato tutti gli episodi avvenuti a distanza ravvicinata.

Il primo caso contestato vide come vittima un uomo che dopo aver dato un passaggio a Diop venne picchiato a rapinato del cellulare.

Il secondo episodio fu un furto aggravato in concorso con una persona non identificata, nel corso del quale il senegalese scippò un telefonino ad un uomo a cui aveva richiesto un passaggio in auto mentre la vittima percorreva i lungarni.

Terzo episodio, a poca distanza dagli altri due e compiuto con lo stesso sistema.

Anche questa volta la vittima venne rapinata di un telefono cellulare di ultima generazione.

Le violenze compiute per assicurarsi il bottino, costrinsero il rapinato a presentarsi al pronto soccorso di Cisanello dove i medici lo dimisero con 7 giorni di prognosi.

Si arriva, infine, al quarto episodio, sempre a maggio 2014, ai danni di una donna di 37 che fu strattonata con violenza e presa per il collo nei dintorni della stazione ferroviaria: anche quella volta il rapinatore arraffò il cellulare.

Per un quinto episodio, avvenuto ad inizio del mese di giugno 2014, contro un connazionale, Diop non ha avuto conseguenze perché il giudice ha ritenuto non doversi procedere a causa dell'assenza in aula della parte offesa.

Nell’intensa attività di rapinatore di cellulare, il senegalese era stato fermato dai militari già al primo colpo. Il fermo venne convalidato, ma il gip ritenne sufficiente la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

La cronaca delle settimane successive racconta che tutte le rapine successive al fermo avvennero mentre Diop era sottoposto all'obbligo di firma. Una volta arrivò in ritardo in caserma. Ma non spiegò la vera ragione dello sforamento orario: aveva appena rapinato una dopo averla aggredita in pieno giorno in strada.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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