Il dolore
«Non è un candidato unitario»
L’ex assessore Landucci: proposta politica chiara all’elettorato
PISA. «Affrontiamo un’elezione in cui ci saranno di nuovo le preferenze. Ma non dobbiamo scadere in un’elezione in cui ci sono otto campagne elettorali di altrettanti candidati», dice Nicola Landucci, ex assessore provinciale, che alle regionali sostiene Antonio Mazzeo.
Landucci, ci spieghi come si è arrivati alla divisione di vedute...
«Il nostro segretario è un candidato che qualifica legittimamente una parte del partito. Ma ciò fa emergere una discrasia tra il ruolo di rappresentanza del partito e quello di candidato di parte. Vanno trovate modalità che consentano la massima libertà di campagna elettorale dei candidati, ma al tempo stesso di rappresentare la proposta politica del partito. A questo non è stata ancora data una risposta soddisfacente perché derubricato a questione regolamentare».
Qual è il rischio che vede nei confronti dell’elettorato?
«Per rafforzare il Pd e la sua proposta, raggiungendo così l’obiettivo, possibile, di esprimere come provincia tre consiglieri regionali, è necessario raccogliere voti: c’è un pezzo di elettorato che vota il partito e non il candidato e dobbiamo guardare a questa parte che vuole conoscere la proposta politica del Pd».
Come uscire, secondo lei, da questa situazione?
«Intanto non c’è un problema sui nomi della lista che, per quanto ci riguarda, dovranno rimanere tutti quelli che gli iscritti di Pisa hanno indicato. Troviamo uno spazio di dialogo, con un passo indietro da parte del segretario e favorendo soluzioni collegiali. Il partito regionale non deve essere visto come pericolo di ingerenze, ma come aiuto a trovare la soluzione». (d.r.)
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