Toscana
Giù le baracche, iniziano i lavori in via Norvegia
Rimossi orti e prefabbricati, sarà realizzata una strada di collegamento con via di Padule: nei prossimi giorni la consegna del cantiere alla ditta
PISA. I cartelli di avviso sono stati messi da qualche giorno. Preannunciavano l’inizio dei lavori in via Norvegia per giovedì scorso. Ma poi gli operai della ditta incaricata non si sono mai visti. Nessun mistero, però l’impresa deve ancora completare la documentazione. «Manca poco, ovvero gli ultimi adempimenti burocratici: finalmente è possibile partire con il cantiere», dice l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli. I residenti di via Norvegia attendono questo intervento da molto tempo. Il conto alla rovescia era già scattato, ma è stato interrotto per le lungaggini dovute alla presenza di baracche abusive sul tracciato della nuova strada. Tra domani e martedì gli aspetti burocratici dovrebbero essere risolti, poi ci sarà l’assegnazione del cantiere.
I lavori. Consistono nello “sfondamento” di via Norvegia costruendo una strada di collegamento con via di Padule. L’appalto è stato assegnato a fine anno all’impresa Effepi Srl di Villafrati (Palermo), vincitrice del bando di gara. L’intervento, per un importo di circa 345.000 euro, dovrebbe avere una durata di circa sei mesi. Il progetto, oltre all’intervento di collegamento tra le due strade, prevede la realizzazione di una nuova fognatura bianca e di un impianto di illuminazione pubblica.
La nuova strada. Larga 6 metri e mezzo, avrà un marciapiede di 1,50 metri e una pista ciclabile di 3 metri. Si tratta di un’opera da tempo considerata urgente, sia per garantire una migliore viabilità al quartiere (via Norvegia attualmente ha come unico sbocco l’immissione in via Cisanello), sia per un discorso più generale di sicurezza: nell’area si sono verificati negli anni scorsi episodi di incendi dolosi a danno di abitazioni, auto, scooter e dell’ex asilo Timpanaro. «I lavori in via Norvegia - ricorda Serfogli - rientrano per l’amministrazione in una filosofia di interventi per la riqualificazione delle periferie, in questo caso per riuscire anche a realizzare un legame sociale tra le case popolari e il resto del quartiere».
Baracche rimosse. L’avvio dei lavori avviene con un ritardo di circa due mesi. Soprattutto perché sul tracciato della strada sono stati trovati due insediamenti abusivi, «nella fattispecie orti comprensivi di costruzioni in legno prefabbricato», come aveva scritto il comitato dei residenti (che comprende circa 240 famiglie) in una lettera all’assessore in cui lamentava il mancato inizio del cantiere. «Proprio quegli insediamenti sono la causa del ritardo: se non ci fossero stati tutto sarebbe andato secondo i programmi», ribatte Serfogli. Da una ventina di giorni, i prefabbricati sono stati rimossi dalle stesse persone che li avevano costruiti. «L’amministrazione - precisa l’assessore - non ha speso un euro per le demolizioni». Ora manca solo l’inizio dei lavori.
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