Il Tirreno

Pisa

Buco al Cnr, al vaglio della magistratura i conflitti di interesse

di Gianluca Campanella

L’inchiesta sull’ex responsabile dell’Ufficio Entrate scoperchia alcuni episodi in contrasto con il codice etico

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PISA. Il licenziamento di Daniele Ferri a Ifc, l’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, ha scoperchiato il vaso dei conflitti d’interesse presenti nell’ente pisano. Alcuni sono al vaglio degli inquirenti, perché sono emersi durante le audizioni del Cnr, acquisite agli atti: le indagini puntano a capire se si profilano ipotesi di reato. Altri conflitti non sono nemmeno noti.

Si pensi che a Ifc esiste dal 2010 un codice etico che chiede di rendere pubbliche le situazioni sospette: e in cinque anni al comitato etico non è mai stata fatta una segnalazione relativa a presunti episodi di nepotismo o altre situazioni vietate dal documento. Ripercorriamo allora quanto è al momento possibile ricostruire, con la premessa che il quadro è solo parziale. E partiamo da Marco Borbotti, ex responsabile dell’Ufficio entrate di Ifc, licenziato il 23 dicembre 2014 per falsa laurea.

I fatti stabiliscono che grazie a carte intestate false o firme disconosciute, il Cnr pensava di avere finanziamenti di ricerca; alcune ditte ricevevano affidamenti per fornire servizi su quelle ricerche e a loro volta affidavano consulenze allo stesso Borbotti e al suo più stretto collaboratore: si tratta di Daniele Ferri licenziato il 3 aprile per violazione della parte contrattuale relativa agli incarichi extraistituzionali.

Il conflitto è doppio: intanto è palese l’inopportunità di dare incarichi a chi ti subappalta; ma dai verbali emerge anche che le ditte scelte da Borbotti (quando è lui il responsabile scientifico) sono quasi tutte riconducibili al suo compagno di scuola Antonio Bellucci e ad altri suoi amici. Non è finita: chi vince un concorso del Cnr quando Borbotti è presidente di commissione? Chiara Biagini, moglie di Bellucci, e Francesco Napoli, all’epoca fidanzato con la figlia di Gloria, sorella di Borbotti. Chi vince un anno prima un altro concorso con Borbotti presidente? Ivan Palagi e Deborah Bartelloni, quest’ultima figlia della convivente di Borbotti.

Nessuno aveva detto niente fino a un paio di settimane fa, quando si è saputo tutto ciò.

Eppure c’è un codice etico a Ifc, voluto dall’allora direttore Eugenio Picano e approvato il 22 febbraio 2010 dopo un iter molto travagliato: furono necessari due consigli d’istituto, ci furono voti contrari a Pisa e diffide romane perché il Cnr centrale sosteneva che l’argomento fosse di sua competenza. Alla fine il codice passò con alcune enunciazioni: «Sarà incompatibile l’appartenenza a un comitato di selezione di un parente o convivente di un candidato», per esempio. O il principio secondo cui il ricercatore è responsabile anche da un punto di vista amministrativo dei soldi che attrae, mutuato dal codice europeo della ricerca. Infine, «Ifc disapprova fermamente e si impegna a contrastare ogni forma di favoritismo, in particolare nei confronti di parenti e congiunti».

Senza voler insinuare che ci siano stati favoritismi, resta il fatto che il clima non sia facile da gestire se un consigliere di istituto ha la cognata (moglie del fratello) come tecnico nel suo ufficio e ospita la attuale compagna ricercatore a tempo indeterminato trasferita da altra sede; se un super dirigente ha la moglie formalmente in carico a un altro ente, ma ospite dei laboratori di Ifc.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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