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la denuncia: vogliamo certezze, dignità e lavoro

Ifc, ritardi nel pagamento degli stipendi ai precari

PISA. Gravi ritardi nel versamento degli stipendi dall’inizio dell’anno vengono denunciati dall’Usb dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr. Segnaliamo gravi ritardi sul versamento degli stipendi-...

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PISA. Gravi ritardi nel versamento degli stipendi dall’inizio dell’anno vengono denunciati dall’Usb dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr.

Segnaliamo gravi ritardi sul versamento degli stipendi-compensi 2015 di titolari di assegni di ricerca e contratti Co.co.co., alcuni dei quali risultano ad oggi non pagati, e sussiste una forte incertezza sul rinnovo dei contratti in scadenza e già scaduti, a prescindere dalla disponibilità di fondi certi e già accertabili» spiegano i precari dell’Ifc.

Con il 31 marzo sono scaduti molti contratti, ma nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa da parte dell'ente.

«Nonostante le continue richieste inoltrate, solo nella tarda serata del 31 marzo alcuni di noi hanno ricevuto comunicazione verbale di una proroga di trenta giorni del proprio contratto – proseguono –. Seppur nella totale incertezza, fino ad ora abbiamo compreso ed atteso, confidando che venisse elaborata una strategia. Ma la macchina degli accertamenti sui fondi pare molto lenta, forse perché non è ancora chiaro da parte dell'ente come poter risolvere la situazione? Se anche a breve termine verranno pagati tutti i compensi arretrati, che cosa ci dobbiamo aspettare per quelli futuri? E trascorsi i trenta giorni relativi a quest'ultima proroga contrattuale, cosa ci attende il 30 aprile? Dovremo di nuovo chiedere insistentemente informazioni, per sapere se ci verrà concessa un'ulteriore proroga di trenta giorni? Le risposte a questi interrogativi sono ormai urgenti poiché, come tutti, affrontiamo spese importanti quali affitti/mutui, bollette, rette scolastiche dei nostri figli».

L’Usb dell’Ifc ci tiene a sottolinear di non poter accettare che attraverso il piano di rientro finanziario, il grave illecito commesso venga sanato tramite una strategia di tagli al personale.

«Non è accettabile che noi precari - spesso con un'"anzianità di servizio" che va oltre i 10 anni - paghiamo oggi il prezzo degli illeciti commessi e di un sistema di controllo inefficace – concludono –. Non possiamo altresì continuare a tacere di fronte alle non-risposte: "aspettate", "la situazione è delicata", "i contratti forse si rinnoveranno di mese in mese". Ribadiamo che, ricevere lo stipendio con grave ritardo è inaccettabile così come continuare a lavorare in assenza di ufficialità sui rinnovi di contratto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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