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sanità

Donatrice samaritana, a Pisa due trapianti di rene

Il professor Ugo Boggi
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Il professor Ugo Boggi

Il meccanismo di cross over ha visto il ruolo fondamentale dell'Azienda ospedaliera e del professor Ugo Boggi

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La donatrice samaritana, che ha messo a disposizione il suo organo a uno sconosciuto, ha innescato un meccanismo di cross over che ha riguardato anche Pisa.
 
Alla donatrice samaritana è stato prelevato il rene a Pavia, da qui è stato trasportato a Siena dove è stato trapiantato su un malato, e un suo parente il giorno dopo ha donato l’organo a una persona al Niguarda. La catena è proseguita al policlinico di Siena, poi ci sono stati due trapianti a Pisa e uno a Milano.
 
L’anno scorso sono stati 250 i trapianti di rene da vivente e solo una volta è stato necessario il cross over, che è stato utilizzato per la prima volta nel 2005 proprio a Pisa grazie all’impegno del professor Ugo Boggi.
 
"Ciò che  accaduto lo si deve a all'impegno del centro trapianti di Pisa che, per primo in Italia e anche contro l'orientamento dei vertici nazionali, ha lavorato sullo scambio di reni per dare una speranza a chi aspetta un organo che può salvargli la vita".
 
Così il professor Ugo Boggi, autore dei due trapianti effettuati a Pisa commenta la catena di interventi resi possibili per la prima volta in Italia grazie a una donatrice samaritana.
 
"Nel 2005 - ricorda il medico, che dirige l'unità operativa di Chirurgia Generale e Trapianti dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana - abbiamo fatto scambio di rene, andando incontro anche a rischi personali. Oggi finalmente questo è realtà e assicura una speranza in più a chi è in attesa di trapianto e non trova reni compatibili. Dal 2010 questa pratica è consentita anche per legge al donatore samaritano, ma solo adesso è stato possibile trovare in questa signora generosissima il candidato idoneo".
 
La donazione samaritana è l'unica risposta efficace alle liste d'attesa, conclude Boggi, "perché la donazione da vivente è indispensabile visto che quella da cadavere riguarda sempre più spesso donatori con oltre 65 anni d'età".
 

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