Il Tirreno

Pisa

«Cari sindaci e assessori venite a spalare con noi»

«Cari sindaci e assessori venite a spalare con noi»

Il dolore e lo sfogo della famiglia Grassotti la cui casa è stata distrutta dalla frana «Dopo quattro mesi abbiamo perso qualunque traccia degli aiuti promessi»

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RIPAFRATTA. È una lettera intrisa d’amara ironia quella che la famiglia Grassotti, la cui casa è andata distrutta a causa di una frana, ha inviato alla nostra redazione. Contiene una serie di ringraziamenti (ironici) a chi doveva fare e non ha fatto.

«Dopo l'articolo apparso sul Tirreno sabato 4 aprile, nel quale si comunicava che la famiglia Grassotti potrà iniziare a rimuovere le macerie della propria abitazione, naturalmente a proprie spese, non prima di tutta una serie di procedure che fanno prevedere un'attesa infinita, ci sembra doveroso attraverso le pagine del vostro giornale, porgere un ringraziamento ai vari soggetti coinvolti - si legge nella lettera - Grazie alla società Terna che ha finalmente capito quanto fosse più opportuno spostare il traliccio di circa 30 metri, piuttosto che posizionarlo sulla testa delle persone. Grazie al signor Alessi che finalmente provvederà alla sistemazione e alla messa in sicurezza del pendio, peccato che nel frattempo la casa sia andata completamente distrutta ed i suoi abitanti abbiano visto in faccia la morte. Grazie inoltre al Comune, alla Provincia e alla Regione, che nei giorni immediatamente successivi alla tragedia hanno espresso a gran voce la propria indignazione e partecipazione, promettendo aiuti alla famiglia Grassotti. Peccato che a distanza di quattro mesi degli aiuti si sia persa ogni traccia».

«E dunque - sottolineano Mario, Maria Teresa, Chiara e Aurora Grassotti - dopo un'attesa infinita potremmo finalmente scavare per andare a recuperare. Ma recuperare che cosa? Frammenti di ricordi di una vita? Immagini spezzate degli affetti più cari? Oggetti ormai rovinati dall'incuria del tempo? Allora, cari assessori, funzionari, sindaci della vecchia e della nuova amministrazione, che non avete vigilato come un buon padre di famiglia dovrebbe fare affinché questo scempio non avvenisse, preparate le vanghe, perché vi vogliamo a spalare al nostro fianco, vogliamo che vi sporchiate le mani ed assistiate alla pena di una famiglia».

«Prima di concludere vogliamo fare un ringraziamento, questa volta vero - concludono i Grassotti - ad un signore di 88 anni, che ha aperto le porte della sua casa alla figlia, al genero, alle nipoti, ad un cane e a un gatto, dando loro un tetto sotto cui vivere, in attesa di ottenere… finalmente giustizia!».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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