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Buonarroti, i docenti accettano i lavori: «Ma siano gli ultimi»
Appello alle istituzioni: nuovo polo scolastico non rinviabile Il personale chiede un monitoraggio continuo sugli impianti
PISA. La garanzia di poter lavorare in un ambiente sicuro, con un monitoraggio continuo su impianti e strutture da parte dei vigili del fuoco. E, soprattutto, l’impegno non più derogabile delle istituzioni a costruire una nuova scuola.
Un documento approvato all’unanimità dal collegio dei docenti del liceo Buonarroti sottolinea l’ennesimo sacrificio di chi studia e lavora nel complesso fatiscente. Ma, allo stesso tempo, incalza anche gli enti locali e li invita a mantenere la parola data. Il crollo della parete vetrata del 17 marzo scorso ha rimesso al centro del dibattito la sicurezza del liceo, un immobile superato esposto alla vulnerabilità di materiali che è inutile tamponare quando alzano bandiera bianca e vanno in pezzi come l’ultimo episodio ha dimostrato. «La sicurezza è cosa diversa dall’apparenza ed è cosa diversa anche dalle certificazioni di agibilità» sostengono i docenti che non nascondo gli investimenti fatti dalla Provincia: 12.000.000 di euro nel decennio trascorso, quasi 7 dei quali negli ultimi 5 anni da quando fu annunciata la volontà di costruire un nuovo polo scolastico. Per il corpo insegnante l’ultimo crollo ha accelerato quanto già era nell’aria da tempo: non è più il tempo di interventi migliorativi. «E non è più rimandabile la necessità di una nuova scuola, progettata e realizzata con procedura di urgenza, in grado di ospitare tra le 1200 e le 1300 persone almeno» aggiungono. Nel documento c’è un’apertura di credito verso Provincia, Provveditore e vigili del fuoco «con la prudenza e i dubbi (per non dire lo scetticismo) che ci derivano dall’esperienza e da quello stesso misurato uso della ragione con cui rifuggiamo da facili quanto sterili demagogie e con cui continuiamo ad affrontare la smisurata irragionevolezza della realtà ora in frantumi».
Alla richiesta di quale fosse lo stato di salute del plesso, il comando provinciale dei vigili del fuoco ha risposto con una relazione in cui elenca zone inagibili, come aree di cantiere; altre da sottoporre a ulteriori verifiche; interventi immediati di messa in sicurezza di strutture e impianti; l’adeguamento alla normativa antincendio entro il 31 dicembre 2015.
«Un quadro non rassicurante ma che non rende impossibile lo svolgimento delle attività didattiche in una parte della struttura, limitando nella quantità e nel tempo l’eventuale ricorso a soluzioni alternative interne e esterne alla scuola – dicono i docenti –. È una situazione di precarietà e disagio che non può più rappresentare una soluzione, ma solo l’ultima fase transitoria verso la costruzione di una nuova sede. Questo è l’impegno preso dalle istituzioni, da esso non si torna indietro». I lavori di somma urgenza sono iniziati, ma una volta ultimati, il personale chiede che sia certificato e sottoscritto in modo inequivocabile il poter operare in sicurezza all’interno e all’esterno della scuola, in ogni singolo ambiente. «Chiediamo altresì un monitoraggio regolare di strutture e impianti da parte dei vigili del fuoco – prosegue il documento –. Un comitato paritetico collaborerà con tutti i soggetti coinvolti e insieme vigilerà sul percorso intrapreso».
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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