Il Tirreno

Pisa

il caso

Troppo malato per la cella, spacciatore inarrestabile

Fermato con due etti di eroina, torna libero

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PISA. Nella sua carriera criminale di basso cabotaggio ha collezionato 29 sentenze di condanna. Spaccio, soprattutto, ma anche furtarelli e rapine di spessore rasoterra. La notizia non è che stato arrestato di nuovo, ma come faccia a non restare in carcere. Eppure il 50enne tunisino fermato dai carabinieri martedì all’ora di pranzo con 200 grammi di eroina in tasca, dopo la convalida dell’arresto avvenuta ieri mattina, è tornato ancora una volta in libertà. Le sue condizioni di salute precaria - dall’asma alle malattie infettive - lo hanno trasformato in uno spacciatore capace di godere di una sostanziale impunità. E per questo nell’ambiente dei pusher viene utilizzato come “sportello” a cui i consumatori si rivolgono. È uno dei motivi della presenza di una quantità consistente di droga rinvenuta addosso al nordafricano (omettiamo il nome per ragioni di privacy sanitaria, ndr) bloccato grazie a all'intuizione di un appuntato del nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri.

Il tunisino aveva con sé due etti di eroina, una parte della quale frazionata in 33 dosi (una dose al dettaglio varia in media tra 0,2 e 0,5 grammi). Aveva, inoltre 350 euro, ritenuti frutto dello spaccio, telefoni cellulari e un bilancino.

L’ipotesi investigativa, ormai riscontrata in diverse occasioni, è che il nordafricano, potendo contare su una sorta di “inarrestabilità” patologica, venga usato da altri spacciatori per vendere la droga e poi consegnare gli introiti a chi gli ha dato la sostanza stupefacente da smerciare. Lui non ha problemi a esporsi e sa bene, come l’ultimo episodio ha dimostrato, che l’ipotesi dell’arresto è una variabilie più che calcolata alla quale risponde con una sequela di certificati medici. È successo anche martedì. Quando lo hanno bloccato i carabinieri non solo hanno visto che aveva, a partire dal 1991 ad oggi, 29 condanne definitive. In caserma hanno dovuto usare guanti e mascherine protettive. Il sostituto procuratore di turno, Giovanni Porpora, ha chiesto la visita di un medico e in attesa del processo per direttima, il tunisino è stato trasferito in ospedale. Piantonato a turno dai carabinieri, notte compresa, fino alle 11 di ieri mattina quando è comparso in Tribunale.

Il giudice Pietro Murano ha convalidato l’arresto e, letti i certificati medici secondo i quali l’immigrato è incompatibile con il carcere, ha imposto al 50enne il divieto di dimora a Pisa in attesa del processo fissato nelle prossime settimane. Portato in caserma e sbrigate le formalità per il rilascio, il nordafricano è tornato a piede libero. Se anche dovessero fermarlo sul territorio di Pisa non potrà essere arrestato. Il giudice potrebbe solo aggravare la misura cautelare, ma evitando la cella come soluzione. Ancora una volta.

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