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Pisa

L’ANAAO SUI TRASFERIMENTI

Ma l’ultima parola spetta alle aziende ospedaliere

PISA. Gerardo Anastasio, segretario dell’Anaao (sigla sindacale che raccoglie medici e dirigenti), in generale è favorevole alla mobilità volontaria dei professionisti, ma pone due obiezioni sulla...

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PISA. Gerardo Anastasio, segretario dell’Anaao (sigla sindacale che raccoglie medici e dirigenti), in generale è favorevole alla mobilità volontaria dei professionisti, ma pone due obiezioni sulla riforma dell’amministrazione che dà poteri di veto alle aziende ospedaliere e su eventuali campagne acquisti da parte di un ente a scapito di un altro.

Cominciamo con i tre aspetti «positivi delle mobilità: innanzitutto le persone che vanno via lasciano professionisti più giovani che possono prendere il loro posto; così va il mondo!» esclama Anastasio, nell’ottica di una ciclica trasmissione di saperi. Che è una traduzione elegante dell’adagio popolare: «Tutti sono utili, nessuno è indispensabile».

Secondo motivo, simile nel contenuto ma diverso come punto di vista: «Chi va via, a sua volta porta le sue conoscenze altrove, mettendole in circolo in modo virtuoso». Infine, un aspetto più prosaico: «Se qualcuno chiede di andare via, è verosimile che in quel posto non stia bene». Quindi non ha senso costringerlo a restare se la conseguenza è la perdita umana e professionale sia per il singolo che per l’azienda. Detto ciò, proprio per quest’ultimo aspetto, l’Anaao contrasta il cambio di normativa sui trasferimenti: «Fino a poco tempo fa, per cambiare luogo di lavoro ci voleva il preventivo assenso dell’azienda – spiega Anastasio – che poteva essere sostituito da un preavviso di almeno tre mesi». In pratica, se un medico vuole andare via da Pisa e trova un’azienda disposto ad assumerlo, il professionista manda una richiesta/comunicazione alla direzione di Cisanello; se questa non risponde entro tre mesi, la richiesta si intende accolta. È il principio del “silenzio - assenso” che vige in molte realtà pubbliche. Ora è cambiato il sistema: «Se l’azienda ospedaliera non risponde, il medico non può andare via neanche se passano tre mesi». Di fatto il silenzio diventa un veto e «come Anaao ci opponiamo».

Ultimo argomento: i casi Rizzo e Favre hanno dato lo spunto per parlare di campagna acquisti fiorentina; senza entrare nel merito dei singoli trasferimenti, come vede il sindacato questa possibilità? Anastasio è categorico: «Questo tipo di approccio sarebbe sterile da parte della Regione, perché dobbiamo ragionare nei termini di servizio al cittadino, non con la logica perdente della competizione tra i vari enti». Quello che ci vuole è «un’ottica a 360 gradi da parte della politica sanitaria regionale; non interventi spot». (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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