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Pisa

Offerta di lavoro con rischio trabocchetto

Offerta di lavoro con rischio trabocchetto

Un precario denuncia: «Pensavo di fare volantinaggio ma mi sono ritrovato a vendere contratti»

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PISA. Un precario over 40 cerca lavoro e risponde a un annuncio per distribuire volantini: si ritrova a vendere contratti di forniture elettriche porta a porta per una grande azienda italiana di distribuzione energetica.

È successo in questi giorni a Massimo Ficini, che pubblicamente denuncia «l’umiliazione ricevuta in questa storia, sperando che il mio racconto serva ad altri per non subire lo stesso trattamento». E presto andrà a querelare i protagonisti per ottenere giustizia, se la magistratura ravviserà la presenza di reati. Tutto comincia con una bacheca internet di annunci di lavoro: «Società ricerca 5 giovani, anche prima esperienza, per distribuzione di materiale pubblicitario e informativo. Zone di lavoro Pisa, Lucca e Livorno. No part-time, non serve essere automuniti». Giovedì scorso la telefonata per il colloquio e Ficini ricostruisce: «Mi spiegano che il lavoro consisteva nella distribuzione di volantini; se volevo incrementare il mio guadagno, potevo sottoscrivere i contratti a seconda degli acquisti che facevano i clienti».

In pratica ogni addetto al volantinaggio ha materiale pubblicitario con un codice personalizzato: se, per esempio, un cliente chiamasse per acquistare un elettrodomestico, l’addetto che aveva imbucato quella promozione andrebbe personalmente a trovare il potenziale acquirente e potrebbe concludere il contratto intascando una percentuale. Ficini non è contento di essere chiamato a fare qualcosa di diverso rispetto a quanto diceva l’annuncio di lavoro; e risponde «che mi interessava solo il volantinaggio. Ma il responsabile del reclutamento insiste facendo notare che non c’era niente di difficoltoso in quest’attività extra; e così accetto tutte e due». Venerdì santo, il giorno seguente, c’è il primo turno di lavoro. Mi presento alle 10 a Pisa, firmo un foglio sulla mia responsabilità, in caso mi fosse capitato qualcosa. Onestamente non ho capito bene, ma non mi hanno lasciato una copia. E parto con un responsabile e due ragazzi giovani che mi portano ad Agliana, vicino Pistoia».

La cosa diventa sempre più sospetta, perché «durante il tragitto chiedo dove andiamo e a fare cosa, ma il responsabile mi dà delle risposte sempre vaghe. Cominciavo a intuire, ma era troppo tardi», prosegue Ficini.

Arrivati sul posto c’è una riunione di formazione, durante la quale sono distribuite cartelle di lavoro con carta intestata della ditta di distribuzione elettrica, fino a quel momento mai menzionata. E il candidato scopre il doppio «inganno: il mio compito non corrisponde all’annuncio pubblicato e nemmeno quello detto al colloquio. Mi casca il mondo addosso», perché il lavoro consiste nel «suonare i campanelli porta a porta, individuare la classe energetica del cliente e convincerlo a passare alla “nostra” azienda se avevano la fornitura con un’altra compagnia». Ieri Ficini ha telefonato al responsabile per chiedere chiarimenti: «Mi ha risposto che se dormo e non sono stato attento al colloquio non era colpa sua; e ha buttato giù».

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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