Sicurezza
Maxi-truffa all'Ifc, licenziato collega di Borbotti
L’accusa: irregolarità negli incarichi avuti nei progetti finanziati con falsi sponsor
PISA. Daniele Ferri, il più stretto collaboratore di Marco Borbotti (quest’ultimo responsabile dell’ufficio Entrate di Ifc) è stato licenziato dal Cnr per irregolarità sulla parte contrattuale che regola gli incarichi extra istituzionali. La vicenda si inserisce nell’ambito dello scandalo per il buco milionario all’Ifc, l’Istitito di fisiologia clinica del Cnr su cui sta indagando da dicembre la Guardia di finanza. Borbotti è stato accusato di aver falsificato finanziamenti di progetti di ricerca; sulla base di quei documenti ritenuti autentici (ma disconosciuti dai partner e in parte dagli stessi direttori di Ifc), il Cnr ha accordato anticipi di cassa; a questo punto una serie di aziende ricollegabili a un amico di scuola di Borbotti – e ad altre persone in qualche modo legate al primo – ha ricevuto un milione e mezzo di euro circa in consulenze e servizi legati ai progetti fasulli.
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Il Cnr ha calcolato che, nell’ultimo periodo oggetto di verifiche contabili, a Ferri e Borbotti sono state girate in subappalto consulenze rispettivamente per un valore di 44.500 e 120.480 euro. E sulla base di questi numeri ha ritenuto violato l’articolo 35, comma 4 del Contratto collettivo nazionale del lavoro del 5 marzo 1998, applicato al comparto della ricerca. Esso recita: «I ricercatori e tecnologi possono impiegare fino a 160 ore annue aggiuntive rispetto all’orario di lavoro in attività destinate ad arricchimento professionale»; per tali compiti «l’autorizzazione da parte dell’Ente, ove richiesta, è sostituita dalla preventiva comunicazione all’Ente medesimo da parte dell’interessato». Ferri era stato sottoposto a provvedimento disciplinare interno come Marco Borbotti ed Eugenio Picano, il direttore di Ifc dal 16 settembre 2008 al 30 aprile 2014. Borbotti è stato licenziato il 23 dicembre 2014 per aver millantato la laurea in Economia; mentre il procedimento di Picano è stato sospeso il 6 marzo di quest’anno, perché la direzione generale del Cnr ha ritenuto che gli addebiti mossi «presentano aspetti che si sono palesati particolarmente complessi» e quindi il Consiglio nazionale delle ricerche «non dispone di elementi sufficienti per poter motivare in modo compiuto ed esaustivo l’adozione di un provvedimento conclusivo» e ha scelto di aspettare «fino al termine del procedimento penale» in corso.
Venerdì 3 aprile c’è stata la conclusione dell’istruttoria interna contro Ferri, salvo eventuali ricorsi. La direzione romana dell’ente di ricerca ha agito in modo distinto nei confronti dei tre dipendenti: a Borbotti si attribuiscono «probabili fatti di reato e gravi irregolarità contabili»; il ruolo di Eugenio Picano secondo gli accusatori è «di non aver vigilato»; infine Ferri sarebbe il terminale di un giro d’affari da chiarire.
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