Il Tirreno

Pisa

Il castello deturpato

Il recupero della Rocca di Ripafratta è lontano

Sharon Braithwaite
La Rocca di Riapfratta
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La Rocca di Riapfratta

Al proprietario mancano i fondi per metterla in sicurezza. Intanto si cerca un accordo con Fondazione Pisa

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SAN GIULIANO. La Rocca di San Paolino, nota anche come Rocca di Ripafratta, deturpata nei giorni scorsi da ignoti, è stata dichiarata di interesse culturale nel 1911. La proprietà è degli eredi della famiglia Roncioni che non ha i fondi necessari per metterla in sicurezza. Le mura del Trecento che circondano la torre originaria, risalente al 970, oggi sono ricoperte da scritte disegnate con bombolette spray: dei cuori disegnati con le iniziali “R+Y”, forse opera di ragazzini innamorati; simboli fallici e un nome, anch’esso scritto con vernice rossa, “Romeo Nebunu”.

Il castello risulta vincolato dalla Soprintendenza di Pisa da più di un secolo, eppure versa in stato di abbandono da molti anni. Costruito sul crinale del colle Vergario intorno al 1162, sovrasta la frazione sangiulianese e storicamente è stato un importante punto di controllo e osservazione sull’intera valle. Il panorama che si gode da lì è spettacolare. È un luogo con potenzialità turistiche e culturali notevoli, ma mai sfruttate negli anni. Per questo gli abitanti di Ripafratta e l’associazione “Salviamo la Rocca” da tempo si battono per il suo recupero.

Trattandosi di un immobile privato, la Soprintendenza interviene solo per controllare un eventuale progetto di restauro e l’eventuale vendita. Adesso il pericolo non è rappresentato solo dal rischio di crollo, ma anche da atti vandalici come quello perpetrato nei giorni scorsi, che possono deteriorare ulteriormente il valore del bene.

Il sindaco di San Giuliano, Sergio Di Maio, ha condannato fermamente lo sfregio alle antiche mura e lo ha notificato alla famiglia Roncioni. A breve ci sarà un incontro con la Fondazione Pisa: nel 2008 aveva siglato un accordo col Comune, che prevedeva finanziamenti per il recupero della rocca. «Per la prima volta siamo stati contattati dalla famiglia proprietaria, a breve ci potrebbe essere un incontro - dice Francesco Noferi, presidente di “Salviamo la Rocca” -. Finora abbiamo mantenuto una certa distanza da loro per rispetto delle trattative in corso. Speriamo che la situazione si smuova al più presto, ora che i proprietari dei terreni che circondano la Rocca si sono dichiarati disponibili a cederli a titolo gratuito per effettuare i lavori di restauro».
 

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