Gioco
Corre dal veterinario per salvare il gatto: annullata la multa
L’automobilista era stato sanzionato per eccesso di velocità E’ la seconda sentenza “storica” del giudice di pace pisano
PISA. Il gatto di casa è un come un familiare: correre dal veterninario per cercare di salvarlo, anche se si commette un’infrazione al codice della strada, è una priorità, e quindi l’eventuale multa può essere annullata. L’Enpa (Ente nazionale protezione animali) dà notizia di una sentenza pronunciata la settimana scorsa dal Giudice di Pace di Pisa, numero 249/2015, relativa allo stato di necessità che può essere invocato anche nel caso in cui un animale d’affezione si trovi in una situazione di pericolo imminente per la sua salute.
«Grazie a tale sentenza - afferma l’Enpa - possiamo infatti affermare che è stato fatto un piccolo passo in avanti verso una legislazione in grado di tutelare gli animali in quanto “esseri senzienti”, così come stabilito dalla normativa comunitaria».
In particolare, il giudice di pace di Pisa ha accolto il ricorso del proprietario di un gatto in grave pericolo di vita (e successivamente deceduto), multato per eccesso di velocità durante il trasporto dell’animale dal veterinario al fine di salvargli la vita.
L’articolo 177 del codice della strada, prevede l’esistenza di mezzi di soccorso per il trasporto di animali in gravi condizioni di salute i quali però non erano presenti sul territorio in questione. Per questo motivo l’uomo, nell’impugnare la sanzione, aveva invocato lo stato di necessità. Il Giudice gli ha così dato ragione annullando il verbale e ammettendo che: «E’ vero che lo stato di necessità così come ritenuto dalla legge e dalle correnti giurisprudenziali richiede che il soggetto in pericolo imminente sia una persona fisica, mentre nel caso di specie il fatto concerne un animale», ma anche, spingendosi oltre, che «la stessa legislazione penale ha visto in tempi recenti un inasprimento delle pene per i maltrattamenti di animali, manifestando quindi un'attenzione a considerare l'animale, soprattutto quello domestico, come qualcosa di più di una mera res».
Il primo caso. La sentenza, per quanto anomala, non è una novità assoluta per i nostri lettori. Tempo fa pubblicammo infatti una decisione simile emessa al giudice pisano Marcello Tucceri Cimini (2124/2006), forse la prima del genere in Italia.
Il giudice, diversamente dai colleghi di altri Uffici, accolse il ricorso di un automobilista, multato dall'autovelox perché doveva portare con urgenza il suo cane dal veterinario: la bestiola aveva ingerito dal veleno e versava in pericolo di vita.
Il ricorrente era stato intercettato dall'autovelox mentre circolava a 103 km orari su una strada con limite 70 km orari: multa e 2 punti decurtati dalla patente.
L'automobilista fece ricorso spiegando che, mentre era sul posto di lavoro, riceveva una telefonata dalla madre nella quale veniva comunicato che il suo cane stava molto male ed era quasi agonizzante. L'uomo tornò a casa, mise il cane in auto e corse verso uno studio medico dove la dottoressa già contattata telefonicamente lo attendeva. La tempestiva lavanda gastrica (il cane aveva ingerito veleno per topi) in quel caso salvò la vita all'animale.
Antonio Scuglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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