La protesta
Aeroporto, le azioni della Provincia vanno sul mercato
Approvato dal consiglio il piano delle partecipazioni.
Ma si attenderà la fusione con il Vespucci di Firenze
PISA. Saranno molto probabilmente quelle della Provincia le prime azioni della Sat, in possesso di un ente pubblico pisano, ad essere vendute. Lo richiede la legge prima ancora che le procedure già avviate per la fusione degli aeroporti di Pisa e Firenze. Le azioni, per essere più precisi, saranno quelle della società Toscana Aeroporti. Dunque, si procederà a fusione avvenuta (con relativo concambio).
Dismissioni. La materia non è semplice e quindi conviene fare un passo per volta. Il consiglio provinciale ha approvato nei giorni scorsi un piano di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie. E’ quanto impone la legge 190/2014 (di stabilità). La Provincia, che aveva già avviato tale processo nel 2008, con ulteriore revisione nel 2013, si è adeguata entro la scadenza dello scorso marzo. La novità principale è che, rispetto al precedente elenco delle società in dismissione, c’è stato l’inserimento anche del pacchetto azionario Sat. Anche qui è intervenuta una modifica di legge: in precedenza, infatti, le società quotate erano escluse dall’obbligo degli enti di uscire dalle partecipazioni non riconducibili a funzioni strettamente svolte. Invece la legge 190 «non fa eccezioni in proposito», come espressamente riportato nel piano sulle partecipazioni della Provincia. L’ente di piazza Vittorio possiede il 9,27% della Sat, corrispondente a oltre 900.000 azioni: in Borsa l’azione Sat è stata scambiata in questi giorni anche a 15 euro, valutazione che porta il peso del pacchetto della Provincia oltre i 13 milioni di euro.
Enti pubblici. Ancora una norma però deve essere considerata nella vicenda: il decreto ministeriale 521 del 1997 prevede che le società di gestione aeroportuale - come la Sat e come sarà Toscana Aeroporti - siano partecipate, per almeno un quinto del capitale sociale, dai soci pubblici interessati (dopo la fusione saranno quelli pisani più quelli fiorentini). Per questo l’indispensabilità del mantenimento della partecipazione della Provincia nella società aeroportuale «potrà essere valutata, anche previa concertazione con gli altri soci pubblici, in ordine al carattere necessario della quota pubblica del 20% secondo la composizione del capitale sociale che risulterà a seguito della fusione», si legge nel piano provinciale. In altre parole, ci sono due norme da mettere d’accordo. Comunque quello che emerge è che la Provincia, essendo in corso un processo di fusione societaria, prenderà «decisioni conclusive - specifica la relazione tecnica allegata al piano - solo al termine del processo stesso e nel rispetto della normativa speciale di riferimento per il settore aeroportuale».
Priorità. In questo contesto la Provincia chiederà agli altri enti pubblici, riguardo alla cessione delle azioni della nuova società Toscana Aeroporti, di avere la «priorità» e di vendere anche tutto il pacchetto posseduto «fino al concorso del limite previsto per la quota pubblica» del 20%. E l’eventuale quota che dovesse restare in possesso della Provincia oltre tale limite? «Si valuteranno processi di cessione riservati a enti pubblici».
Le altre partecipate. L’altra società per la quale l’atto di indirizzo del 2013 prevedeva il mantenimento della partecipazione è l’Agenzia Energetica Provincia di Pisa (Aep) Srl, società in house della Provincia e di 14 Comuni. La legge regionale 22/2015 è intervenuta a regolare in maniera differente la materia energia e sarà la Regione a subentrare nelle società come Aep. Ciò costringe quindi la Provincia a modificare il precedente orientamento e avviare il procedimento di dismissione della partecipazione. L’elenco delle cessioni comprende Banca Popolare Etica, Co.Svi.G., Fidi Toscana Spa, Interporto Toscano Vespucci Spa, Navicelli di Pisa Spa, Polo Navacchio Spa, Polo Tecnologico Conciario (Po.Te.Co.), Pont-Tech Pontedera & Tecnologia, Società Agricola Fondi Rustici Montefoscoli Srl, Toscana Energia Spa.
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