Il Tirreno

Pisa

Luce e gas, la difesa anti truffe

di Antonio Scuglia
Luce e gas, la difesa anti truffe

Il vademecum di Federconsumatori Pisa dopo le numerose segnalazioni e denunce dei cittadini

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PISA. La “liberalizzazione” dei contratti riguardanti l’energia avrebbe dovuto farci risparmiare, garantendoci la libertà di scelta in un settore nel quale prima i prezzi erano imposti senza concorrenza. Forse è vero, forse non è vero. Fatto sta che negli ultimi anni molti, troppi cittadini si sono ritrovati a dover far causa al proprio gestore della luce o del gas perché si sono sentiti truffati.

Il caso più amaro, quello di truffa conclamata, si avvera ogni volta che qualcuno, incaricato ufficialmente o meno da un gestore, ci chieda di fargli vedere una bolletta solo per farci una proposta, noi non firmiamo alcun contratto ma poi, per la disonestà del “venditore” che ha ricopiato i nostri dati e falsificato la nostra firma, ci troviamo clienti di due gestori diversi e ci troveremo a dover pagare due bollette distinte per lo stesso servizio. Ma i disservizi e le “furberie” di alcuni gestori rendono la vita difficile a molti, anziani e non solo.

Questo non vuol dire che dobbiamo considerare sospetta ogni offerta: se siamo consapevoli delle nostre esigenze, il cambio di gestore o di formula contrattuale può aiutarci a risparmiare. Ma le proposte devono essere trasparenti.

Tutto quello che avremmo voluto sapere sulle fregature riguardo luce e gas ma non abbiamo mai osato chiedere... ce lo spiega Paolo Perelli, presidente onorario di Federconsumatori Pisa, a seguito dei numerosissimi reclami, lamentele e segnalazioni pervenuti all’associazione da parte dei cittadini (Federconsumatori Pisa ha sede in via Frascani, tel. 050 560688, email posta@federconsumatori.it).

Ecco alcuni degli esempi più frequenti e significativi.

Ritardi nelle volture gas e luce. «Le tempistiche prescritte per il perfezionamento di tali operazioni sono di 15 giorni ma alle volte vengono impegnati anche 12 mesi, causando notevoli problemi anche per l'accesso a Bonus a cui avrebbero diritto le famiglie».

Volture e pregresse morosità. «Se persistono morosità del precedente intestatario, succede che l'azienda chieda illegittimamente al nuovo richiedente il saldo».

Contratti non richiesti. «Le aziende non rilasciano con celerità la documentazione relativa a tali contratti per verificare la medesima e fare, laddove possibile, il disconoscimento».

Contratti truffa. «L’articolo 66 quinquies del decreto legislativo 21/14 dice che il consumatore è esonerato dal pagamento in caso di fornitura non richiesta. In tali casi, l'assenza di una risposta da parte del consumatore in seguito a tale fornitura non richiesta non costituisce consenso. Salvo consenso del consumatore, da esprimersi prima o al momento della conclusione del contratto, il professionista non può adempiere eseguendo una fornitura diversa da quella pattuita, anche se di valore e qualità equivalenti o superiori. L'utente al quale sarebbe stato attivato un contratto non richiesto non dovrebbe pagare alcunché».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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