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Pisa

È uno studioso pisano il campione regionale di potatura degli olivi

È uno studioso pisano il campione regionale di potatura degli olivi

L’hobby di Toni Lonobile, dottore in tecniche biomediche diventa una specializzazione: «Che bello tornare alla terra»

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PISA. Si chiama Toni Lonobile, classe 1971, il campione toscano 2015 di potatura. Ma non è esattamente un agricoltore: è uno studioso, per la precisione un dottore in Tecniche biomediche sanitarie e tecniche del dna ricombinante. La passione per la terra, spiega, «nasce per esigenza di tranquillità, di staccare dal mondo frenetico della città per seguire il ritmo della natura. Dopo aver comprato il terreno con piante di olivo centenarie era necessario curarle, e questa cura, se si vuol fare con un certo criterio, richiede molta passione e molto studio ma ripaga in enormemente».

La gara di cui parliamo, organizzata dal Comitato Gocce d’oro di Casciana Alta, si è svolta presso la bellissima Fattoria Uccelleria di Fauglia. «Anni addietro – racconta Lonobile - comprai un oliveto a Montemagno perché sono sempre stato innamorato di questa zona, ci andavo da ragazzo a passeggiare col mio cane. Già allora mi dissi che prima o poi avrei voluto un pezzettino di terra lassù dove regnano ancora calma, serenità, tramonti del sole con vista sul mare, tutte cose impagabili. E sotto questo splendido contesto c’è l’olio, l’olio fatto da sé che oltre alla soddisfazione personale di produrselo ha sapori unici e rende superlativi tutti i piatti in cui viene utilizzato».

Essendo caratterialmente molto geloso delle sue cose, prima di far potare le sue piante il dottor Lonobile ha voluto conoscere quali segreti si celavano dietro l’arte del potino: «Così mi sono imbattutto su youtube in un video rivolto a tutti a cura del dottor Giorgio Pannelli che in maniera del tutto gratuita spiega la potatura dell’olivo a vaso policonico. Pannelli, oggi diventato un amico è un pozzo di scienza in materia dell’olivo oltre ad essere una persona di grandissima umiltà». Pannelli è stato per 34 anni ricercatore presso il Cra Oli (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura), studiando le varie cultivar di olivi presenti sia sul nostro territorio, sia in quello europeo che in quello extra europeo: soltanto in Italia abbiamo più di 500 specie di ulivi.

In seguito Lonobile ha partecipato a tutti i corsi indetti dallo stesso Pannelli, che sono riconosciuti a livello nazionale, prendendo l’abilitazione di potatore dell’olivo: «Ho partecipato l’anno scorso al campionato regionale toscano piazzandomi quarto e così ho potuto accedere al campionato nazionale 2014. Quest’anno sono tornato più preparato (soprattutto culturalmente) e sono riuscito ad essere primo fra i toscani, che, credetemi, sono fortissimi (fra i tanti era presente anche l’amico Kovatz che vanta un sesto posto ai Nazionali). Con questa vittoria in regione Toscana mi riqualifico al Nazionale assieme a Cristian Luciani di Livorno e al mio grande e instancabile amico Giuseppe Calamiello di Montespertoli».

Questo tipo di gara è molto difficile perché bisogna conoscere la fisiologia della pianta per cercare di creare un vaso policonico perfetto. La potatura avviene rigorosamente da terra, cioè non ci si arrampica sulle piante, si hanno attrezzi telescopici. «La potatura lungo la filiera dell’olio è la fase più importante per la salute delle piante ma la sola potatura non può essere miracolosa se non si curano con altrettanto fervore anche tutte le altre fasi: dalla preparazione del terreno con l’inerbimento (solo per citare un parametro) fino all’imbottigliamento passando dai frantoi a ciclo continuo (meglio se in assenza di ossigeno, ad esempio con l’inertizzazione di azoto).

Con piante e territorio sano si ottiene olio eccellente, se si rispettano i processi con modernità l’olio dura di più e siamo tutti più felici quando dopo un anno abbiamo ancora olio in ottime condizioni.

Spesso oggi i potatori sono anche agronomi, difatti essere un potatore moderno di olivi vuol dire essere una persona che ha una visione di tutte le sopracitate cose, a 360 gradi, che legge e che si informa attraverso articoli scientifici (e anche scrivendone), che si confronta con gli altri (anche di varie regioni), che capisce cosa manca alla pianta, quale è la sua salute e cosa si deve fare per migliorare la gestione dell’oliveto».

Lonobile vorrebbe sensibilizzare i proprietari terrieri, non solo di oliveti, «perché il ritorno alla terra, anche hobbistico, dà tante soddisfazioni, non solo per i risultati alle gare come nel mio caso, ma perché produzione dalla terra in maniera cosciente, meglio se biologico, vuol dire salute, risalto delle peculiarità delle nostre zone, della genuinità del cibo e soprattutto al tanto meritato valore del territorio toscano e italiano che nulla ha da invidiare ad altri paesi e che, anzi, dovrebbe dettare le linee da seguire. Mi auguro che queste mie parole sensibilizzino le persone e le aziende nella speranza che tutti prima o poi vadano in direzione di ricerca della qualità assoluta e non si lancino nella solita rincorsa della quantità produttiva. per quanto mi riguarda è l’unico cammino da seguire».

Antonio Scuglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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