Il dolore
Luce e gas, la difesa anti truffe
Il vademecum di Federconsumatori Pisa dopo le numerose segnalazioni e denunce dei cittadini
PISA. La “liberalizzazione” dei contratti riguardanti l’energia avrebbe dovuto farci risparmiare, garantendoci la libertà di scelta in un settore nel quale prima i prezzi erano imposti senza concorrenza. Forse è vero, forse non è vero. Fatto sta che negli ultimi anni molti, troppi cittadini si sono ritrovati a dover far causa al proprio gestore della luce o del gas perché si sono sentiti truffati.
Il caso più amaro, quello di truffa conclamata, si avvera ogni volta che qualcuno, incaricato ufficialmente o meno da un gestore, ci chieda di fargli vedere una bolletta solo per farci una proposta, noi non firmiamo alcun contratto ma poi, per la disonestà del “venditore” che ha ricopiato i nostri dati e falsificato la nostra firma, ci troviamo clienti di due gestori diversi e ci troveremo a dover pagare due bollette distinte per lo stesso servizio. Ma i disservizi e le “furberie” di alcuni gestori rendono la vita difficile a molti, anziani e non solo.
Questo non vuol dire che dobbiamo considerare sospetta ogni offerta: se siamo consapevoli delle nostre esigenze, il cambio di gestore o di formula contrattuale può aiutarci a risparmiare. Ma le proposte devono essere trasparenti.
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Tutto quello che avremmo voluto sapere sulle fregature riguardo luce e gas ma non abbiamo mai osato chiedere... ce lo spiega Paolo Perelli, presidente onorario di Federconsumatori Pisa, a seguito dei numerosissimi reclami, lamentele e segnalazioni pervenuti all’associazione da parte dei cittadini (Federconsumatori Pisa ha sede in via Frascani, tel. 050 560688, email posta@federconsumatori.it).
Ecco alcuni degli esempi più frequenti e significativi. Il mercato libero, sostiene Federconsumatori, «non si è rivelato adeguato così come strutturato a garantire una migliore offerta al consumatore, risultando il mercato di maggior tutela il più garantista e vantaggioso. Ci opponiamo fermamente all'abolizione del mercato di maggior tutela e chiediamo che ai prezzi dell'energia venga posta una soglia che potrebbe essere rappresentata dal prezzo praticato nel mercato di maggior tutela. D'altra parte l'energia è un servizio di primaria necessità e dunque deve venire garantito l'accesso a tutti i cittadini al servizio». E i punti dolenti sono molti, oltre a quelli già elencati.
Ritardi nelle volture gas e luce. «Le tempistiche prescritte per il perfezionamento di tali operazioni sono di 15 giorni ma alle volte vengono impegnati anche 12 mesi, causando notevoli problemi anche per l'accesso a Bonus a cui avrebbero diritto le famiglie».
Volture e pregresse morosità. «Se persistono morosità del precedente intestatario, succede che l'azienda chieda illegittimamente al nuovo richiedente il saldo».
Contratti non richiesti. «Le aziende non rilasciano con celerità la documentazione relativa a tali contratti per verificare la medesima e fare, laddove possibile, il disconoscimento».
Contratti truffa. «L’articolo 66 quinquies del decreto legislativo 21/14 dice che il consumatore è esonerato dal pagamento in caso di fornitura non richiesta. In tali casi, l'assenza di una risposta da parte del consumatore in seguito a tale fornitura non richiesta non costituisce consenso. Salvo consenso del consumatore, da esprimersi prima o al momento della conclusione del contratto, il professionista non può adempiere eseguendo una fornitura diversa da quella pattuita, anche se di valore e qualità equivalenti o superiori. L'utente al quale sarebbe stato attivato un contratto non richiesto non dovrebbe pagare alcunché».
Procacciarsi i clienti. «L'attuale sistema di tutela è inefficiente ed insufficiente; si dovrebbero anche prevedere sistemi di responsabilizzazione delle società, nella scelta dei soggetti cui affidare il servizio di procacciamento contratti, e ad imporre, alle società di fornitura, dei rigidi sistemi di controllo dell'attività di costoro».
Lettura contatori. «Come previsto dall'Authority le aziende devono obbligatoriamente effettuare un tentativo di lettura ad anno; tuttavia, anche su misuratori accessibili o teleletti si protraggono misurazioni su stima anche per oltre 5 anni, comportando in caso di sottostime conguagli relativi ad utenze domestiche di oltre 5000 euro. Ridicolo tuttavia risulta l'indennizzo che spetta al consumatore pari a 35 euro per ogni mancata lettura annuale, decisamente sproporzionato rispetto al danno».
Consumi palesemente difformi dallo storico. «Diversi sono stati i casi in cui si paventa un malfunzionamento del contatore gas, soprattutto in merito agli scatti dei cilindretti. Tuttavia per cause tecniche non risulta alcuna non conformità comportando pertanto la legittimità della richiesta di pagamento dei corrispettivi per tali consumi».
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