Il Tirreno

Pisa

Riflettori della Finanza sui conti dei consorzi fidi

di Pietro Barghigiani
Riflettori della Finanza sui conti dei consorzi fidi

Le Fiamme Gialle interessate a chiarire le procedure dei contributi alle imprese Seconda indagine sull’uso delle risorse dopo quella della Camera di commercio

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. L’utilizzo dei fondi erogati dalla Camera di commercio ai consorzi fidi delle associazioni di categoria interessa anche la Guardia di finanza.

La segnalazione, anche se anonima, che invitava forze dell’ordine ed ente camerale, a fare chiarezza sul percorso seguito dai soldi non è stata cestinata una volta arrivata al comando delle Fiamme Gialle a Cisanello.

Finanza in allerta. Non ci sono, al momento, iniziative a livello di acquisizioni o richieste di sentire qualcuno dei responsabili dei consorzi, ma l’aspetto di rilievo è che il caso viene seguito con attenzione dai finanzieri.

L’argomento non viene tenuto sotto controllo solo dalla Camera di commercio che, entro la fine del mese, consegnerà alla propria giunta, una relazione su quello che è emerso nel corso delle verifiche anticipate dall’arrivo dell’esposto firmato “Un gruppo di imprenditori”.

Il meccanismo di concessione dei fondi e quanto e in che modo i soldi restino nelle disponibilità dei consorzi fidi sono passaggi sui quali la Guardia di finanza ha acceso i riflettori per comprenderne meglio usi e finalità.

Procedure sotto la lente. L’operazione riguarda centinaia di migliaia di euro che la Camera di commercio, attraverso un bando, concede ai consorzi fidi come contributo in conto interessi. L’ente camerale, con la finanza nel ruolo di attenta osservatrice, sta cercando di mettere insieme la radiografia dei flussi di soldi attraverso gli intermediari e gli utilizzatori finali, le ditte che hanno fatto investimenti.

Soldi in cassa. Nei bilanci dei consorzi fidi si trovano le giacenze riferite alla voce di uscita che dalle casse dell'ente camerale porta a quelle delle singole aziende passando dalle associazioni di categoria.

Italia Comfidi di Confesercenti al dicembre 2013 ha un residuo di 7.863 euro; Artigiancredito (Cna, Casartigiani, Confartigianato) di 36.801 euro; Commerfidi di Confcommercio di 592.745 euro e al 31 dicembre 2012 erano 475.259 e nel 2011 253.724 e nel 210 432.861; il bilancio di Confidi Imprese Toscane dell'Unione Industriale comprende tutta la Regione e non ha voci specifiche. Dai dati viene fuori che negli ultimi anni la media erogata è stata nell’ordine di 100-120mila euro ricevuti dalla Camera da girare ai singoli beneficiari.

Le erogazioni. Gli importi iscritti a bilancio sono inseriti come debiti a vista. Sono soldi che devono essere dati ai commercianti-soci sotto forma di contributi ottenuti attraverso il bando dell'ente camerale. Fondi per i quali i consorzi di garanzia agiscono da intermediari. I quattro consorzi per i quali sono in corso in controlli sull'uso delle erogazioni coprono oltre il 90% delle operazioni. Un'azienda al massimo può ricevere 12.500 euro e, venendo a dati più recenti, Confcommercio e Confesercenti si muovono in media sui 100.000 euro all'anno di fondi dalla Camera di commercio.

I tempi. I soldi erogati dall'organismo di piazza Vittorio Emanuele sono finalizzati all'abbattimento degli interessi nelle operazioni di finanziamento già concluse e che, quindi, hanno superato tutti gli esami (in primis della banca) sulla sostenibilità dell'imprenditore. Una volta approvato il prestito i destinatari hanno tutto l’interesse a chiedere subito il contributo al proprio consorzio che non deve tenere i soldi in banca ma consegnarli a chi ne ha diritto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca