Il Tirreno

Pisa

Il market della solidarietà ha aiutato 275 famiglie

di Roberta Galli

Compie un anno la Cittadella che è stata costruita al Cep dalla Chiesa pisana e vive grazie all’opera volontaria tra centinaia di giovani e sostenitori

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PISA. Nuovi poveri in crescita anche a Pisa. Sono 275 le famiglie (la maggioranza straniere) che in questo primo anno di attività hanno usufruito del sostegno della “Cittadella della Solidarietà”, il servizio voluto dalla Chiesa pisana proprio per dare una mano concreta a chi non riesce ad arrivare a fine mese, con numeri destinati ad aumentare. Parola di don Emanuele Morelli, coordinatore della Caritas Diocesana, che ieri mattina, insieme a Guido De Nicolais, coordinatore della Cittadella stessa, nella struttura del Cep, ha voluto fare il punto della situazione, ad un anno esatto dall’inaugurazione del servizio.

«Numeri – ha detto don Morelli - che, nella loro aridità, danno comunque una idea delle dimensioni che la povertà rischia di raggiungere anche in contesti apparentemente meno gravati da marcati processi di impoverimento come quello pisano. Ma che assumono un significato ancora maggiore se si considera che al supermercato della solidarietà si può accedere solo previo colloqui con il Centro di Ascolto di via delle Sette Volte durante il quale è stabilito anche il punteggio mensile da caricare sulla tessera di accesso, tenendo conto sia del reddito Isee della famiglia che delle sue dimensioni».

275 famiglie. Questo il numero dei nuclei familiari che hanno fatto ricorso alla Cittadella, in questi ultimi dodici mesi. Famiglie che vivono stabilmente nel territorio pisano e hanno un Isee annuo inferiore a 5.700 euro. Nella maggior parte dei casi i componenti sono anche senza lavoro, per colpa della crisi che ha minato alcuni settori come quello dell’edilizia. Il 56 per cento del totale degli assistiti è rappresentato da famiglie straniere: albanesi, marocchine e macedoni da anni residenti del territorio cittadino. Diverse anche le donne sole con figli a carico, alcuni padri separati e disoccupati e molti anziani, titolari di una pensione minima.

Come si accede. E’ un gruppo di lavoro che decide quali persone indirizzare verso il servizio e per quanto tempo. «Un’ azione – ha spiegato don Morelli – che da un lato ci permette di tenere una relazione non superficiale e costante con la famiglia e dall’altro consente di introdurre criteri di equità dell’utilizzo del servizio, cosa che non sarebbe possibile se fosse consentito l’accesso diretto alla struttura». Una volta ottenuta la tessera si può quindi accedere alla struttura che si trova nei locali della Parrocchia di San Ranieri al Cep. Il supermercato della Cittadella della Solidarietà è aperto tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 17.

I prodotti. Sugli scaffali si può trovare quasi di tutto, ovvero prodotti basilari per la nostra sopravvivenza, per cui non possono mancare, olio, farina, riso, latte, carne e pesce in scatola, per un totale di 2.100 chili di generi di prima necessità distribuiti ogni mese ma anche vestiario nuovo e prodotti per l’igiene personale e per la casa, oltre a giocattoli per i più piccoli.

Sostenitori e volontari. La Cittadella vive grazie al lavoro volontario di 263 giovani e 113 animatori, e al grande cuore dei tanti sostenitori, associazioni, realtà del terzo settore e istituzioni pubbliche, ma anche tante aziende e soggetti privati, che mettono a disposizione del centro i loro prodotti.

Una filiera di solidarietà alla quale hanno dato e danno il loro contributo Lions Club Pisa, la Fondazione Il Cuore si scioglie, Unicoop Firenze, La Compagnia di San Ranieri, la Società della Salute, il Rotary Club di Pisa, Agea, Banco Alimentare, i magazzini Unicoop di Firenze, il Carrefour, la Metro Pisa, l’Aeroporto Galilei, la Crastan di Pontedera, l’Azienda Regionale per il diritto allo studio di Pisa, i volontari del Progetto Homeless, la Fattoria Le Prata di San Martino Ulmiano, l’azienda agricola Ti Coltivo, il Molino Rossi di Molina di Quosa, la macelleria Bernardini Gastone. E quando ne hanno avuto l’opportunità anche Guardia di Finanza e Polizia Municipale del Comune di Pisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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