La manifestazione
Minimulte alla Elior per la plastica nel piatto
Via alle sanzioni dopo il ritrovamento di corpi estranei nelle mense scolastiche Si va dai 400 euro per l’ultimo episodio fino ai 2.000 che furono chiesti nel 2011
PISA. Il Comune ha appena pubblicato la determina con cui si stabilisce una multa di 400 euro alla ditta Elior ristorazione spa, aggiudicataria del servizio di refezione scolastica, per «il ritrovamento di un piccolo pezzetto di plastica bianca all’interno del piatto di un utente» della scuola media Gamerra, avvenuto il 2 febbraio scorso. Nei giorni scorsi abbiamo parlato degli episodi simili, così frequenti che si è addirittura cominciato a ipotizzare il reato di sabotaggio. Oggi vediamo il retroscena amministrativo, cioè quale meccanismo si mette in moto dopo questi ritrovamenti. Infatti, i 400 euro per la plastica nei bocconcini di tacchino sono solo gli ultimi di una serie che parte dal 2010. Ed è curioso anche constatare come gli importi - comunque irrisori rispetto ai fatturati - varino a seconda della «non conformità» rilevata.
Per esempio i «tre bruchi morti all’interno del contorno cavolfiore» valgono il doppio: 800 euro, che sono la penultima penalità in ordine di tempo, relativa all’episodio del 12 novembre 2014 verificatosi nella scuola elementare Zerboglio. Il record della sanzione risale al primo marzo 2011 per il «ritrovamento di frammento di plastica all’interno delle lasagne alla bolognese» alla scuola elementare Filzi: 2.000 euro. Come si determinano queste cifre? Il capitolato generale dell’appalto stabilisce gravità delle eventuali inadempienze e relative penalità. E in genere la cifra è scalata dai soldi che l’amministrazione deve al fornitore del servizio. Dal punto di vista del pericolo in caso di ingestione, è chiaro che un pezzo di ferro è molto peggio di un bruco in un ortaggio biologico. Ecco perché il 27 gennaio 2011 «un frammento di metallo all’interno della pizza» nella scuola elementare Parmini è costato 1.000 euro di penale, comunque la metà della multa per la lasagna. E sempre 1.000 euro sono la stessa somma comminata qualche settimana prima per «alimenti lasciati incustoditi» all’asilo nido San Biagio (il 10 gennaio 2011). Ci sono anche penali cumulative per «i disservizi rilevati dalla Commissione mensa» del Comune: è il caso dell’ottobre 2010 quando 1.750 euro vanno in parti uguali a carico di Avenance spa (il nome dell’impresa prima del cambio) e del distributore Scapa srl; gli addebiti sono somministrazione dei pasti in ritardo e fornitura di Parmigiano non conforme (il 5 ottobre), mancato rispetto delle temperature del primo piatto (il giorno dopo) e mancata erogazione del primo piatto di dieta a un soggetto con intolleranze alimentari (21 ottobre).
In un caso simile, alla scuola elementare Viviani il 3 dicembre 2014, la multa è stata elevata all’addetta allo sporzionamento; e tutto il personale ha effettuato un nuovo corso di formazione sulle allergie. Chiude la rassegna la scuola media Fucini: il 4 dicembre 2012 il cibo non bastava per tutti e la penale è stata di 300 euro.
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