Il dolore
È di un tunisino il cadavere sulla spiaggia
Stava fuggendo inseguito dai carabinieri e, insieme a un connazionale, si era gettato nel Serchio
PISA. Il cadavere ritrovato sulla spiaggia di Marina di Vecchiano, è di Hedi Chemkhi, uno dei due tunisini che - il 17 febbraio scorso - si era gettato nelle acque del Serchio per sfuggire a un inseguimento dei carabinieri. Sul cadavere, ieri mattina, è stata eseguita l'autopsia e le impronte digitali sono state comparate con l'archivio della polizia di Stato. Da questo confronto, si è potuto accertare che la salma trovata poco prima delle 18 del 31 marzo appartiene proprio a Hedi Chemkhi, 27 anni.
La comunità pisana, tramite l'avvocato Gabriele Dell'Unto, è stata avvisata e la salma, espletate le formalità di rito, sarà consegnata ai familiari. «La prossima settimana - afferma il legale Dell'Unto - con il sostegno del consolato, la salma sarà trasportata in Tunisia dove si svolgerà il funerale».
Resta l'amarezza per non avere trovato il cadavere dell'altro tunisino, Talbi Assen, 22 anni (alias Jahwe Bechiri). I due tunisini, cugini fra loro, vivevano in un appartamento di Cisanello e a Pisa hanno anche i rispettivi fratelli. Erano scomparsi in seguito a un controllo dei carabinieri.
I due cugini vennero fermati dai militari, come scritto, il 17 febbraio scorso. Erano circa le 17,30 quando a Filettole vennero fermati dai carabinieri per un controllo. Alla vista dei militari fuggirono e vennero inseguiti. Quando arrivarono vicino all'argine del Serchio sparirono dalla vista dei carabinieri.
In quel momento, s'ipotizzò subito che si fossero gettati nelle acque del fiume nella speranza di tornare a terra sfuggendo così al fermo. Invece, dei tunisini si erano perse le tracce. Era stato un fratello la mattina del 18 febbraio a recarsi dai carabinieri e informarli che aveva ricevuto una telefonata proprio martedì pomeriggio, alle 17,34, dal cugino mentre era inseguito dai carabinieri. Poi, più niente. I cellulari dei tunisini non hanno più risposto.
Già dal momento della scomparsa dei tunisini, poco dopo l'inseguimento, si attivarono le ricerche. I carabinieri, anche con i cani, hanno ripercorso l'argine. Anche i vigili del fuoco, con elicottero e gommoni, hanno eseguito controlli sul fiume. Senza successo. La comunità tunisina aveva lanciato anche un appello affinché fossero intensificate le ricerche. Ed ora è stato il mare, non lontano dalla foce del Serchio, a riportare sulla spiaggia un cadavere. Il caso ha voluto che fosse un fosse un passante che portava il suo cane lungo l'arenile a trovare la salma. E, ieri, dalle impronte digitali è avvenuta l'identificazione.
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