Sicurezza
Il cadavere non ha segni di traumi violenti
Alcuni parenti di uno dei due tunisini spariti nel Serchio si sono presentati a medicina legale
PISA. Non mostra ferite apparenti e solo con la comparazione delle impronte digitali sarà possibile dare un nome al corpo senza vita rinvenuto poco prima delle 18 di martedì 31 marzo sulla spiaggia di Marina di Vecchiano a due passi dalla foce del Serchio.
A trovare il cadavere è stato un passante che era sulla spiaggia con il cane.
Il sostituto procuratore Lydia Pagnini ha incaricato il medico legale, David Forni di occuparsi dei rilievi necroscopici in programma tra oggi e domani all’istituto di medicina legale.
Secondo fonti investigative il corpo - indosso aveva una maglietta scura e boxer - non avrebbe subìto traumi violenti riconducibili a ferite da arma da taglio o da sparo. Ipotesi che l’esame esterno o l’autopsia potranno confermare. Di sicuro il passo delle impronte digitali, ancorché il cadavere sia in avanzato stato di decomposizione, risulta essere cruciale per attribuire un’identità che al momento resta sconosciuta.
I rilievi dattiloscopici verranno confrontati con quelli inseriti nelle banca dati in uso alle forze dell’ordine. Il ricorso alla comparazione servirà anche e soprattutto per chiarire la prima pista presa in esame dagli investigatori circa le generalità del cadavere. Per il luogo del ritrovamento - a Bocca di Serchio - prende quota la supposizione che il corpo appartenga a uno dei due tunisini che il 17 febbraio scorso si gettarono nel Serchio nella zona di Ripafratta per sfuggire a un controllo dei carabinieri.
Hedi Chemkhi, 27 anni, e Jahwe Bechiri, 22 anni, entrambi con qualche inciampo giudiziario alle spalle, svanirono senza lasciare tracce nel pomeriggio di martedì 17 febbraio. Per evitare un controllo dei carabinieri si dettero alla fuga raggiungendo l’argine del Serchio e da lì si inabissarono nelle acque del fiume. Poi, più niente. I cellulari dei tunisini non hanno più risposto. E le ricerche di carabinieri e i vigili del fuoco, con elicottero e gommoni, non sono andate a buon fine. Le impronte digitali del cadavere diranno se quel corpo appartiene a uno dei due fuggitivi.
Nel pomeriggio tunisini si sono presentati in modo rumoroso all'istituto di medicina legale sostenendo di essere parenti dell'uomo trovato in spiaggia che a loro dire sarebbe Chemkhi.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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