Sicurezza
Una striscia di terra dove si batte da sempre
Regina Satariano, leader delle transessuali toscane: sulla strada le prostitute e in pineta lo spaccio
VECCHIANO. Lato mare è territorio della provincia di Pisa, lato monte è ancora Versilia, là dove terminava il “confino” in terra di Torre del Lago, la frazione destinazione dei malavitosi allontanati dai territori di origine. Un pezzo di strada dove le prostitute ci sono sempre state, ricorda Regina Satariano, leader del Movimento transessuali italiani per la Toscana e storico imprenditore della movida torrelaghese. «Soprattutto le donne e quelle non più giovanissime», continua Regina: «Lungo una striscia di terra che era una sorta di territorio “free” dove, per esempio, non sono mai state organizzate retate».
Una striscia di terra «che è un punto ma anche un non punto», che è Parco naturale ma non lo sembra, almeno per lo stato di degrado in cui versa con rifiuti di ogni tipo ovunque. Alla pulizia dovrebbero provvedere i Comuni (Viareggio, Vecchiano e Pisa per tutto il tratto di Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli), ma i fondi sono quelli che sono e dunque la pineta resta la sorta di discarica che ieri mattina era sotto gli occhi di tutti.
Davanti la prostituzione, lungo l’Aurelia, e dietro - in pineta - lo spaccio. Fino a Migliarino, lungo i binari della ferrovia, con i pusher maghrebini che attraversano parco e strada come lepri, a rischio di essere continuamente investiti o dalle auto o dal treno (come già accaduto). «Ma dieci coltellate e in quel modo - è l’idea che si è fatta Satariano - non sono il gesto di un cliente insoddisfatto, o che tira sul prezzo o che vuole farsi la borsetta della prostituta». Anche considerando che le cifre delle prestazioni, in quella zona, sono molto basse (al di sotto dei trenta euro) e che la clientela è costituita per lo più da anziani o comunque uomini con poco denaro a disposizione. Ma soprattutto considerando che in un paio d’ore appena di lavoro, Grazia non poteva davvero aver tirato su che pochi euro.
Certo è che quella donna nera era molto conosciuta da chi giornalmente passava per quel tratto di strada: «No! La nera è morta?! Ma è assurdo», grida una donna che scende dalla fila di auto fermata dai carabinieri per far scorrere il traffico sul luogo del delitto. In quel luogo di incertezza, dove capita che si rompa il tabù per cui le donne lavorando tra di loro e le transessuali stanno per conto proprio: «È morta, morta morta!», si disperano le colleghe brasiliana di Grazia. E spezzano il cuore, persone vive al di là di corpi alieni.(d.f.)
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