Sicurezza
Uccisa nella boscaglia l’assassino ha infierito
È una prostituta nigeriana, ma nessuno è riuscito a trovare i documenti. L’omicida ha agito con furia bestiale: sul corpo le tracce di dieci coltellate
VECCHIANO. Un accanimento bestiale. Più che una rapina potrebbe essere il raptus di un folle ad aver armato la mano dell’assassino di una prostituta nigeriana uccisa con una decina di coltellate nella tarda mattinata di ieri alla Bufalina a Vecchiano sul confine con Torre del Lago.
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La vittima, sulla trentina, non è stata identificata con certezza. Nell’ambiente era conosciuta come la “Nera” o Grazia, mutuato da Grace, il probabile nome sul quale si attendono conferme. Le impronte digitali non sono state prese subito per non pregiudicare eventuali tracce sotto le unghie. Nella borsa accanto al corpo non c’erano documenti. Il portafogli era vuoto. Dalle amiche non è stata indicata con precisione la residenza. C’è chi ha detto Ponsacco, chi Empoli o Pontedera.
Il luogo. Un omicidio consumato tra le 11 e le 12,30 nella boscaglia a una ventina di metri dalla via Aurelia Sud. Tra rovi e sterpaglie in quel giaciglio circondato da rifiuti usato per per consumare i rapporti con i clienti, la donna, madre di due bambini, è stata aggredita e ammazzata con una ferocia che sorprende gli stessi inquirenti.
Il movente. Sette colpi alle spalle e tre all’addome che l’assassino ha sferrato dopo averla fatta spogliare e aver avuto un rapporto sessuale. Cosa sia scattato nella mente dell’omicida lo sa solo il carnefice che si è allontanato senza destare sospetti. Un pazzo che voleva uccidere a prescindere dalla reazione della donna o un tentativo di rapina degenerato in omicidio dopo aver innescato la rabbia assassina del cliente che non aveva trovato i soldi.
Il ritrovamento. Erano passate da poco le 12,30. È stata una coppia di tedeschi a dare l’allarme. La turista aveva necessità di soddisfare un bisogno fisiologico e si è fermata con il suo compagno a bordo strada. Mossi alcuni passi nella pineta si è imbattuta nel corpo della nigeriana ricoperto e circondato di sangue. Indossava una maglietta e un giacchetto. Era a pancia sotto e non aveva la biancheria intima. Intorno fazzoletti usati e i resti di fugaci incontri mercenari.
L’allarme. La coppia ha fermato un automobilista e i primi a essere avvisati sono stati i carabinieri di Torre del Lago. Arrivati sul posto, i militari hanno avvertito i colleghi di Pisa e il sostituto procuratore di turno, Lydia Pagnini presente con il comandante della Compagnia, colonnello Andrea Brancadoro e quello del nucleo operativo e radiomobile, tenente, Andrea Barbieri.
Le amiche. Grace era stata vista arrivare verso le 11 dalle amiche con cui condivideva vita e bordo strada. Era arrivata come sempre in pullman da Pisa per poi scendere a una fermata distante qualche centinaio di metri. Quindi aveva preso come sempre la sua sedia di plastica bianca e si era sistemata nella piazzola ricavata tra gli alberi. In attesa di clienti.
L’accanimento. Il medico legale, Alessandro Bassi Luciani, ha esaminato sul posto le ferite mortali inferte con un coltello sul corpo della nigeriana. All’istituto di medicina legale tra oggi e domani l’autopsia potrebbe dare informazioni più precise. Di sicuro la frequenza dei colpi - Grace era molto robusta - testimonia una furia che non si spiega con un bersaglio inerme e che a quell’ora non poteva certo avere una grande disponibilità di soldi. Da anni quella zona era il suo posto di lavoro. Arrivava con il bus verso le 9 e intorno alle 16 se ne tornava a casa dopo aver incontrato i clienti. Ieri il primo della giornata è stato anche l’ultimo.
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