Sicurezza
«Partito? No, una comunità anarchica»
Fabrizio Barca al convegno della sinistra del Pd. Cuperlo perde il treno e diserta l’appuntamento
PISA. «Le elezioni regionali sono l’occasione per contare gli italiani e non gli iscritti al Pd». Lo ha detto presso il Centro Maccarrone Fabrizio Barca, ex ministro per la coesione territoriale durante il Governo Monti.
All’incontro organizzato dalla Sinistra dem del Pd pisano doveva partecipare anche Gianni Cuperlo che però «ha perso il treno da Roma» e per la seconda volta non è potuto arrivare a Pisa. «Le chiavi dell’elicottero, le ha solo Renzi», ironizza qualche iscritto in platea. Come con l’incontro con Pierluigi Bersani di qualche settimana fa al circolo del Pd di Pisanova, il parterre era pieno. Immancabili gli onorevoli Paolo Fontanelli, l’ex sotto-segretario Luciano Modica e l’ex ministro Maria Chiara Carrozza. La preoccupazione di Barca è soprattutto rivolta all’astensionismo e come dargli torto, dopo fenomeni criminosi o illegali come Mafia Capitale, il commissariamento del Pd romano, le ombre sulle primarie del Pd in Liguria e chi più ne ha ne metta.
«E mettiamoci pure – dice Barca – che l’azione di Governo in alcuni casi è poco chiara ai cittadini visto che nemmeno io non capisco il disegno di riforma del Senato».
L’incontro organizzato da Andrea Marchetti e Lorenzo Cini aveva per titolo, la provocatoria domanda: “Serve ancora un partito?”. Barca non risponde direttamente sull’argomento ma dice: «Di fatto non esiste un partito bensì una sorta di organizzazione anarchica di entità locali». E Barca, la mappatura del Pd territoriale dell’intero Stivale la conosce bene visto. Ma l’astensionismo e lo scollamento del partito con il cuore sociale lo sentono anche gli organizzatori.
«La democrazia e i suoi istituti – dice Cini - vivono da qualche decennio una crisi che ne mina la legittimazione e la capacità di reazione di fronte alle sfide globali». Francesco Nocchi, segretario provinciale del Pd e candidato alle elezioni regionali al grido “No ad una Toscana fiorentinocentrica” interviene dicendo: «Le persone vedono noi e la politica come un costo non più sopportabile ed il Pd, sin dalla sua costituzione, si è portato dietro una serie di ambiguità che non sono ancora state risolte». Nocchi dal canto suo, parla di spazi lasciati vuoti in seno al Pd che hanno favorito l’annidarsi di cordate di potere locale. L’intervento del segretario provinciale è stato apprezzato dallo stesso Barca.
L’intero dibattito si è incentrato sul fatto che la sfida rimane la stessa come sottolineato dagli organizzatori, e cioè che «di fronte alla progressiva oligarchizzazione delle democrazia, la sinistra deve interrogarsi sulle modalità con cui garantire accesso e maggiore democraticità delle decisioni». Per Cini dunque, «ci vuole un cambiamento vero che non sia solo giovanilismo, così come però, le vecchie liturgie delle dinamiche partite non sono più in linea con le esigenze della società».
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