Il Tirreno

Pisa

Lezioni d’italiano ai bimbi stranieri

Tra pochi giorni comincerà uno dei progetti che hanno vinto il Premio Verdigi

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SAN GIULIANO. Tra pochi giorni avrà inizio uno dei progetti che hanno vinto il Premio Marco Verdigi 2014. Un premio dedicato al gesto eroico di Marco e che ogni anno finanzia progetti che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita di bambini ammalati, in condizioni di disagio sociale, e i progetti di educazione ai valori della solidarietà, della tolleranza, della pace e della democrazia.

Era il 21 agosto 2004 quando il giovane annegò per salvare due bambini dal mare in tempesta, a Marina di Pisa. Per mantenere vivo il ricordo di questo sacrificio, un atto di estremo altruismo, coraggio e amore per il prossimo, la famiglia ha fondato l’associazione che porta il suo nome. Il Comune di San Giuliano promuove ogni anno il premio intitolato alla sua memoria. Tra le associazioni premiate nel novembre 2014, c’è “Scuola Mondo”, che ha partecipato al bando col progetto “Io sono, tu sei”. Inizierà l’11 aprile con tre incontri ludico informativi, rivolti a tutti i bambini, ma con particolare attenzione a quelli di origine straniera, in situazione di marginalità socio-economica.

«Sono incontri preliminari in vista del campo solare che organizzeremo. Speriamo di coinvolgere molti dei bambini in condizioni di difficoltà per fornire loro forme di orientamento al territorio e momenti di socializzazione con i loro coetanei – spiega Martina Battaglia -. Presiedo quest’associazione costituita da 8 volontari che ogni settimana tengono corsi gratuiti di italiano, inglese e francese».

L’associazione, nata nel 2009, si è costituita ufficialmente nel 2013. «Ogni anno partecipano 15-20 studenti, è un piccolo mondo, un luogo di ritrovo – dice Battaglia -. Ogni lunedì e giovedì la “stanzina “ di via XX settembre a San Giuliano si trasforma in una scuola e si riempie di persone che provengono da tutti i paesi del mondo. Le lezioni non sono frontali, sono dei laboratori. Gli insegnanti sono volontari che si mettono a disposizione di chi arriva nel nostro paese e non conosce la lingua».

Sharon Braithwaite

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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