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Villetta occupata: spunta un altro caso con la stessa famiglia
PISA. Mentre continua la guerra di carte bollate tra le famiglie Beconcini e Selmi per la villetta di San Piero a Grado (i primi, proprietari, chiedono la liberazione dell’immobile per il quale i...
PISA. Mentre continua la guerra di carte bollate tra le famiglie Beconcini e Selmi per la villetta di San Piero a Grado (i primi, proprietari, chiedono la liberazione dell’immobile per il quale i secondi non pagano affitto da agosto 2014) emerge che la vicenda non sarebbe una novità: infatti Iolanda Turini, moglie di Carlo Selmi, era stata già condannata per un episodio simile dal giudice Fabrizio Nicoletti del Tribunale di Pisa.
Nella sentenza dell’8 maggio 2014 si legge: «Il giudice, definitivamente pronunciando, dichiara risolto per grave inadempimento della conduttrice il contratto di locazione stipulato tra le parti e registrato in data 15 ottobre 2013». La ricorrente era la proprietaria di un altro immobile a Tirrenia e aveva raccontato come l’ingresso dei Selmi in casa sua fosse avvenuto con modalità simili: contratto di qualche settimana per trascorrere un periodo di vacanze e poi cessazione dei pagamenti da parte dei Selmi senza liberare la dimora. La sentenza continua: si «ordina a Turini di restituire immediatamente l’immobile alla legittima proprietaria»; segue una condanna a pagare più di 15.000 euro tra canoni arretrati e spese di lite.
L’immobile è stato liberato la notte tra il primo e il 2 luglio del 2014, ma la parte economica non è stata ancora regolata. La data di uscita da Tirrenia è la stessa di ingresso a San Piero, come si legge nella querela presentata da Selmi contro i Beconcini.
Davide Ghelardi, avvocato dei Selmi, in una nota pubblicata nei giorni scorsi concludeva che i suoi clienti «inizieranno a corrispondere il canone risultante dal conteggio effettuato dall’Unione inquilini» a favore dei nuovi locatori. Che nel frattempo avevano bloccato le utenze della villetta e si stanno adoperando per staccare di nuovo l’elettricità, visto che Marco Selmi, figlio di Carlo, è riuscito a riattivare il contratto nonostante le diffide fatte dai Beconcini a distributore e venditori del servizio. In una nota «Enel comunica di aver preso contatti con Beconcini e con il suo legale, confermando la più ampia disponibilità alla risoluzione della vicenda in linea con la normativa e regolazione vigente in materia».
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