Il dolore
«No a Firenze asso-pigliatutto»
Francesco Nocchi presenta la sua candidatura alle regionali: «Faremo da cerniera tra le due Toscane»
di Danilo Renzullo
PISA
«Evitare il rischio di una Regione “fiorentinocentrica”». Francesco Nocchi lancia lo sprint verso il consiglio regionale ufficializzando la sua candidatura alle prossime elezioni. Il segretario provinciale del Pd pisano indica nella valorizzazione dell'area costiera il punto cruciale della sua scalata in regione, unita ad un necessario cambiamento che, sottolinea, deve spingere una nuova generazione a mettersi in gioco. «Scendo in campo perché è l'ora che una nuova generazione, formatasi nell'attività politica ed amministrativa, si prenda le sue responsabilità e si cimenti in una campagna elettorale. Mi candido a partire dalla scelta che ho fatto di guidare il Pd con una segreteria unitaria e di perseguire lo stesso metodo anche sul territorio». Nocchi richiama all'unità del partito, ma la sua candidatura aprirà più di una sfida che si giocherà all'interno del Pd nel cammino verso Firenze. La prima è quella con l'area renziana rappresentata nella lista ad otto (quattro uomini e quattro donne) da Antonio Mazzeo. L'altra potrebbe andare in scena all'interno dell'area dalemiana-cuperliana-bersaniana e cioè nella cosiddetta “minoranza” dei democratici che nella scalata alla Regione vede gareggiare da un lato il “bersaniano” segretario provinciale del Pd e dall'altro Ivan Ferrucci, attuale capogruppo del Pd in consiglio regionale e predecessore di Nocchi nella segreteria di via Fratti, cresciuto nella stessa scuola. Completano la lista Andrea Pieroni, ex presidente della Provincia, da sempre vicino ad Enrico Letta, e la pattuglia femminile rappresentata da Cristina Conti (civatiana), Alessandra Nardini (giovani democratici), Patrizia Bongiovanni e Anna Batini (entrambe dell'area renziana). La candidatura di Nocchi nasce durante il periodo di massima tensione sulla vicenda aeroportuale (non a caso appoggiata e sponsorizzata da Fontanelli, schierato contro le decisioni assunte dal governatore Rossi) in cui, sottolinea il segretario del Pd pisano, «una parte del gruppo dirigente locale e regionale del partito ha pesato il conformismo correntizio» anziché valutare i bisogni del territorio. «Penso – dice Nocchi – sia necessario che qualcuno porti in Regione il punto di vista di Pisa e della Costa, negli ultimi mesi poco presente a Firenze». La priorità è quindi quella di evitare una regione «fiorentinocentrica». «Dobbiamo far valere le ragioni e valorizzare le tantissime potenzialità della Toscana costiera di cui Pisa è il primo riferimento – ribadisce il segretario provinciale del Pd - perché una regione a due velocità sarebbe una regione più debole». Un punto di vista scevro da campanilismi che risponde invece ad «un problema concreto». «Domande e bisogni del nostro territorio – continua Nocchi – devono trovare risposte. Vorrei essere il tramite tra le istanze della provincia e la Regione». Nel programma di Nocchi i punti caldi sono rappresentati da cultura e turismo; impresa e lavoro «in cui occorre una politica che riesca a capire lo sforzo e la capacità di resistenza che stanno dimostrando le aziende»; innovazione e infrastrutture, settore «in cui bisogna avere il coraggio di darsi poche vere priorità: la variante Nord-Est, investimenti sulla ss 439 e l'ammodernamento e la velocizzazione della tratta ferroviaria Pisa-Firenze». «Se sarò eletto – prosegue Nocchi - rimarrò un militante e un dirigente del Pd pisano e sarò al fianco degli amministratori locali in questa fase di riforma dell'assetto istituzionale regionale», provando a mettere in campo anche un processo di cambiamento «perché – conclude il segretario del Pd - la sconfitta di Livorno chiama anche noi a giocare la sfida del rinnovamento».
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