Sicurezza
Mille studenti in un liceo senza agibilità e fatiscente
La dirigente: «Dovrei chiuderlo, ma non posso interrompere un servizio». Appello per una sede sostitutiva: ipotesi turni pomeridiani al Dini e al Pacinotti
PISA. "Non ci dormo la notte. Sono anche io un genitore e so cosa si prova. Ci tengo ai miei studenti, ma questa è una scuola metà di vetro e metà fatiscente». La dirigente del liceo Buonarroti, Mariangela Chiapparelli da anni è divisa tra gli impegni nella gestione di una scuola con 42 classi, oltre mille studenti e un centinaio di dipendenti e gli scongiuri per evitare che qualcuno si faccia male. Il crollo di una vetrata martedì 17 marzo alle 10,40 nel laboratorio di biologia - vuoto per la momentanea assenza dei ragazzi - ha riportato il tema della sicurezza al centro del dibattito sul Marchesi. La prossima settimana sono in programma le assemblee di genitori e studenti. Sabato 28 marzo è in programma un sopralluogo di vigili del fuoco e tecnici della Provincia.
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Niente agibilità. Nella relazione del consiglio di istituto di giovedì pomeriggio si legge che dal «punto di vista strutturale, l’agibilità,non potrà mai essere ottenuta, come non lo è stata – con normative diverse e meno stringenti – nel 1977». Motivo? All’epoca non esisteva una normativa antisismica, ma solo relativa ai carichi verticali e al vento e quindi tutte le costruzioni, scuole in specifico, non ne hanno tenuto conto nella progettazione; la filosofia progettuale di questa scuola, basata sulla compenetrazione degli spazi, preclude di fatto un adeguamento alla normativa antincendio che prevede compartimentazioni, chiusure; il costo energetico è elevatissimo per la dispersione che la struttura di per sé comporta.
Manutenzione. Nell’immediato la Provincia, a secco di fondi, propone la sostituzione delle coperture crollate, l’analisi degli infissi, affidata a ditte specializzate e il ripristino di alcuni infissi per rendere in ogni aula possibile l’apertura di qualche finestra. La psicosi che comincia a serpeggiare è che il vetro non anticipa con segnali visibili il suo cedimento. E il Buonarroti ha nella sua trasparenza ormai cadente una vulnerabilità difficile da mettere in sicurezza.
L’appello della dirigente. Nei giorni scorsi la dirigente scolastica ha scritto a presidenza del consiglio ed enti locali per lanciare l’ennesimo appello. Il liceo è ospitato in una sede fatiscente, priva di qualsiasi certificazione, a partire dall’agibilità. Dopo il crollo di martedì il laboratorio e l’aula accanto sono stati chiusi. «Ogni giorno da anni, segnaliamo crepe, impianti, compresi quelli igienici, guasti, pavimenti non più allineati e in pendenza, pareti, travi e controsoffitti impregnati di acqua, piovana e non, con evidenti distacchi di polveri e materiali – scrive la dirigente –. Non sono un ingegnere, ma è impossibile pensare che un edificio ridotto in queste condizioni possa continuare a ospitare una scuola. Come dirigente scolastica dovrei chiudere, di fatto non posso interrompere un pubblico servizio».
Sos sede . Trovare ora un’altra sede è impossibile per manifesta carenza di soldi da parte della Provincia. Mettere mano sull’esistente e tamponare l’emergenza è come rammendare una maglia ormai consunta. Conclude la dirigente Chiapparelli: «Chiedo, anche a nome di dipendenti, studenti e famiglie, per ridurre i rischi di futuri eventi drammatici, di poter disporre di idonei locali sostitutivi nei tempi brevi (ipotesi turni pomeridiani al Dini e al Pacinotti, ndr) e l’inserimento da subito della nostra scuola nelle priorità dell’edilizia scolastica locale, regionale e nazionale. Credo molto nelle istituzioni, ma sono stanca di sentire solo parole».
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