Attenzione
Unesco, Luminara “sconfitta” allo sprint
PISA. La pizza napoletana è la candidata italiana per l'ingresso alla Lista del Patrimonio Immateriale dell'Umanità Unesco. Nell'anno di Expo, la Commissione Italiana per l'Unesco, ha così scelto l'...
PISA. La pizza napoletana è la candidata italiana per l'ingresso alla Lista del Patrimonio Immateriale dell'Umanità Unesco.
Nell'anno di Expo, la Commissione Italiana per l'Unesco, ha così scelto l'"L'Arte dei Pizzaiuoli Napoletani", simbolo del made in Italy nel mondo. Dal 1 aprile 2015 al 15 novembre 2016 i valutatori indipendenti dell'Unesco saranno chiamati ad esaminare la candidature
La pizza aveva il sostegno del Ministero dell'Agricoltura, mentre la Luminara era sostenuta dal Ministero dei Beni Culturali
Il sindaco Marco Filippeschi e l'assessore alle manifestazioni storiche di Pisa Federico Eligi: «Hanno scelto sulla scia dell’Expo, che evidentemente e dichiaratamente ha condizionato la decisione. Era nell’aria. La nostra proposta stava e sta su un altro piano, molto diverso, della storia e dell’identità di una comunità, di certo qualificante per l’Italia, primeggiava e era portata avanti dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo. La gara del valore culturale, dunque, l’abbiamo vinta. Non molliamo. Ci prepariamo al prossimo giro». Oltre alla pizza, “vince” anche la falconeria, che va a Parigi come candidata transnazionale.
Il via libera della Commissione Italiana Unesco alla candidatura dell'Arte dei Pizzaiuoli napoletani per la "Lista Unesco del patrimonio culturale immateriale dell'umanità" è il primo passo per arrivare all'inclusione definitiva nella lista. 163 gli Stati che partecipano al negoziato e che dovranno raggiungere la decisione definitiva sull'inclusione o meno nella Lista. L'Italia già vanta sei elementi iscritti nella Lista del Patrimonio immateriale Unesco, due dei quali, la dieta mediterranea e la pratica agricola della vite ad alberello di Pantelleria (freschissima di designazione, avvenuta il 26 novembre scorso) di ambito agroalimentare.
Tra le specialità italiane ammesse nella Lista Unesco ci sono poi il canto dei tenori sardi, il teatro dei pupi siciliani, la liuteria di Cremona e le feste religiose macchina a spalla.
Nel novembre prossimo, infine, dovrebbe esserci il via libera all'ingresso in lista anche per la "Perdonanza Celestiniana dell'Aquila", festa religiosa istituita nel 1294.
Antonio Scuglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google