Il Tirreno

Pisa

Muffa, porte rotte e cavi penzolanti

di Danilo Renzullo
Muffa, porte rotte e cavi penzolanti

Studenti denunciano le condizioni del complesso Marchesi: «Non abbiamo mai avuto risposte adeguate dalle istituzioni»

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PISA. «Fatiscente e lasciata all'abbandono». Da struttura innovativa a complesso colabrodo: il declino strutturale del complesso Marchesi continua ad alimentare polemiche e discussioni, ma intanto, nonostante le decine di migliaia di euro investite ogni anno per cercarlo di tenerlo in piedi, i risultati stentano ad arrivare. Crolli, cedimenti ed infiltrazioni continuano ad animare le polemiche degli utenti dell’istituto, mentre il drastico taglio di risorse destinate all'edilizia scolastica non permette di intervenire in modo risolutivo. I sopralluoghi costanti dei tecnici della Provincia servono a constatare una situazione che giorno dopo giorno diventa sempre più fatiscente e pericolosa, ma non a progettare interventi definitivi.

Il crollo della lastra di vetro in un laboratorio del liceo scientifico Buonarroti, avvenuto lo scorso 17 marzo fortunatamente senza coinvolgere studenti né insegnanti, non è stato certo un campanello di allarme, ma solo l’ultimo episodio da inserire nella lunga lista di precedenti e problemi strutturali che da sempre caratterizzano la struttura scolastica di via Betti. Episodi che non sembrano nemmeno più provocare scalpore tra le migliaia di persone, tra studenti, professori e amministrativi, che quotidianamente frequentano l’istituto e che da anni, anche con appelli, manifestazioni e occupazioni, chiedono la messa in sicurezza dell’edificio.

«La struttura è fatiscente e lasciata all'abbandono - sottolineano Giulio Bucchi e Tommaso Padua, studenti della 5A del liceo Buonarroti -. Più volte abbiamo denunciato, insieme agli studenti degli altri istituti scolastici presenti al complesso Marchesi, le criticità e i problemi strutturali dell’edificio, senza però mai ricevere un’adeguata risposta in termini di interventi».

Le infiltrazioni d’acqua sembrano essere il problema principale del complesso scolastico, ma gli studenti denunciano anche altri problemi: dalla muffa, a cavi, tubi e neon penzolanti, alle porte dei bagni praticamente inutilizzabili. «Ingenti risorse - concludono gli studenti - invece che investite in manutenzioni sono state spese per l’acquisto dei registri elettronici e per rifare ed attrezzare un laboratorio di linguistica utilizzato raramente».

Intanto il complesso continua a cadere a pezzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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